Barbie che amano le Barbie

di Rosa D'Alessandro
La nuova bambola Mattel si ispira alla calciatrice lesbica Abby Wambach. Conquista o fiera dello stereotipo?

Durante la conferenza Makers, la Mattel ha svelato la sua nuova Barbie, ispirata alla famosa campionessa di calcio femminile americano Abby Wambach. Un’imitazione come tante già messe in commercio, come le bambole di Katniss Everdeen, protagonista di Hunger Games, Jennifer Lopez o Marylin Monroe. Cosa c’è di diverso questa volta? La bambola è ispirata ad una donna lesbica dichiarata. Ed è chiaramente indirizzata ad un pubblico omosessuale. La nuova bambola ha le sembianze della Wambach, è ritratta in abiti calcistici, è snodata, con varie parti che si possono muovere come se stesse davvero giocando a calcio. Taglio di capelli corto e rasato da un lato, divisa larga da calcio uguale a quella dell’ex campionessa. Durante la presentazione, la Wambach ha dichiarato: «Sebbene sembri strano, ho giocato anche io con le Barbie per tutta la mia vita». Ha inoltre aggiunto che questo passo della Mattel «prova davvero che stiamo andando da qualche parte. E se sei là fuori, e magari la tua bambola non rispecchia esattamente come ti senti, ecco questa è un’altra opzione».

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UNA BARBIE PER OGNI GUSTO
Sulla scia di questa nuova volontà di diversità la Mattel sta completamente ridisegnando la cultura della bambola più famosa al mondo (che ha compiuto 57 anni il 9 nove marzo 2016). Non più una sola rappresentazione della donna: quattro diverse taglie, dalla ragazza alta a quella più bassa, combinate con sette diversi colori della pelle, 18 acconciature e colori di capelli diversi e 18 tonalità di occhi. Tutta questa diversità porterà davvero all’uguaglianza e all’accettazione?

LA POLITICA BATTE I DIRITTI DELLE DONNE
Ci troviamo in un contesto storico e politico in cui la donna è continuamente tirata in ballo: dalla festa della donna alle polemiche sulla parità di genere passando per le donne omosessuali, l’ormai accantonata stepchild adoption e le madri surrogate. Quasi quasi eravamo meno criticate nel ’46, quando abbiamo finalmente avuto il diritto di voto nel nostro tanto avanzato Paese. Si aggiunge ora a questa fila di argomenti la bambola per eccellenza che diventa lesbica. Il lancio della Wambach Barbie è stato pubblicizzato dalla Mattel come un’alternativa per le bambine che si sentono diverse, che non si riconoscono negli stereotipi che proprio la marca gli ha dato per quasi 50 anni. Più che emancipazione della donna e di tutte le forme d’amore mi sembra la scelta ben studiata di una linea politica che darà più profitti sul lungo termine.

DA UN MONDO DIVERSO ALL’INSEGUIMENTO DELL’ODIERNA REALTÀ
Da piccola giocavo anche io con le Barbie, proprio come la Wambach. È il primo regalo che i parenti e gli amici ti fanno quando hai raggiunto i due, tre anni. Le bambole Mattel degli anni ’90 erano magre, con vestiti che si potevano vedere solo nelle serie tivù americane e con accessori improbabili. Non mi rappresentavano, come penso non rappresentassero le mie amiche. Ma era quello il modello che vendeva, le aziende dovevano vendere il sogno di una vita diversa. Ora, la linea è quasi l’opposto: accostarsi alla realtà il più possibile, per il doveroso essere politically correct, tendenza che sta spopolando nel nostro come in altri Paesi. Se si vuole parlare di minoranze, bisognerebbe tener presente che la prima Barbie di colore è stata prodotta negli anni ’80, dopo quasi 20 anni di esistenza del marchio.

LA FIERA DEI LUOGHI COMUNI
Siamo poi così sicuri che la vendita di questo modello di Barbie lesbica sia da esaltare? Cosa c’è in questa Barbie di diverso dalle altre? È alta, magra, bionda…ah, giusto, ha i capelli corti. E una divisa da calcio. Stereotipi. Se l’intento era quello di rendere normale e quindi accettabile il rapporto omosessuale, la Mattel non lo sta facendo nel modo giusto. Non si riesce a far accettare alla popolazione un qualcosa di (relativamente) nuovo segregandolo in una scatola di idee fisse, di stereotipi e pregiudizi. Se dovessero mai fare la Barbie italiana e la rappresentassero come una ragazza di facili costumi vista la risonanza mediatica che i vari Bunga Bunga hanno avuto all’estero, personalmente mi offenderei.

LE DISUGUAGLIANZE NON SPARISCONO PARLANDONE
Sono state riprodotte dalla Mattel diverse Barbie con le sembianze di personaggi famosi, da Kristen Stewart ad Ava DuVernay, ma mai nessuna di loro è stata oggetto di una campagna così serrata. La creazione di una bambola per chi si sente diverso, o sa già di esserlo, è una conquista per il mondo dell’infanzia, per far sì che ogni bambina abbia la scelta di essere chi vuole, comprare il giocattolo che vuole e rimanere in linea con chi è davvero. Ma non è una conquista per il mondo, nè per le donne omosessuali o le donne in genere: fin quando si parlerà così marcatamente di differenze, si daranno giudizi e si considererà l’uscita di una bambola che ritrae un’affermatissima campionessa di calcio lesbica un fatto eclatante, non ci sarà nessuna parità.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti, video Argomenti: , , , , , Data: 10-03-2016 03:08 PM


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