«L'Isis non è un cancro»

Wondy, giornalista e scrittrice, ha lanciato una campagna, diventata virale su Twitter, per chiedere alle autorità, ai giornalisti e alle persone comuni di smettere di usare impropriamente il termine tumore.

tyht«Le parole sono armi molto affilate e se usate male possono fare molti danni». Così, la giornalista Wondy ha spiegato, nel suo blog Le chemio avventure di Wondy (Vanity Fair), il motivo per cui ha deciso di lanciare un appello contro chi usa in modo superficiale e spesso irrispettoso il termine ‘cancro’.

«UN TERMINE USATO SPESSO IN MODO CRIMINALE»
Sono in molti, infatti, ha sottolineato la scrittrice, a utilizzare  questa parola in modo errato, collegandola ai più grandi mali del mondo e rendendola quasi ‘infernale’. A partire da Barack Obama che l’ha usata per parlare di terrorismo («L’Isis è un cancro»), o Papa Francesco («La droga è una metastasi»), o alcuni giornalisti, che sempre più spesso utilizzano il termine «in modo criminale» per cercare titoli d’effetto, o ancora la gente comune, che parla della mafia come ‘cancro della società’.

«DAL CANCRO SI GUARISCE»
Davanti a questo tipo di generalizzazioni, chi si ammala, si arrabbia, soffre: «A volte è incurabile è vero, altre volte, sempre più spesso, è curabile. Dal cancro si può anche guarire. E allora perché accanirsi a dargli un’accezione così negativa tanto da paragonarlo alla mafia e alla droga e al terrorismo?», ha scritto Wondy.

IL SUCCESSO DELLA CAMPAGNA SU TWITTER
La giornalista, mamma di due bambine e socia onoraria del club ‘Donne tumorate’, ha lanciato la campagna chiedendo aiuto ai suoi lettori perché si diffondesse sui social. Detto, fatto. Sono stati in moltissimi gli utenti ad aderire e l’hashtag #CancroNonParole è diventato trending topic su Twitter.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , Data: 10-03-2016 12:01 PM


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