La fiera delle stravaganze

di Enrico Matzeu
La Paris Fashion Week è stata un vero e proprio tripudio di bizzarre trovate. Non c'è stilista che non abbia osato portare in passerella le sue più ardite fantasie. Ecco le più estreme.

stravaganze paris fashion weekSe storcete il naso quando vi imbattete in un abito dalle stampe chiassose o un cappello dalle forme a dir poco discutibili, la Paris Fashion Week non fa per voi. Almeno quella che si è svolta nella settimana che va dal 1° al 9 marzo, durante la quale gli stilisti francesi (e non solo) hanno mollato i freni inibitori e per l’autunno/inverno 2016-17 hanno proposto una sequela di capi che farebbero una figura migliore in un museo di arte contemporanea, piuttosto che su una donna. Ma, va detto, tutto questo a qualcuno piace: in tanti amano scorgere dietro le forme più impensabili il frutto di una profonda ricerca di stile. Del resto, la moda è cultura. Anche nelle sue espressioni più estreme.

Le maniche stravaganti di Saint Laurent autunno/inverno 2016-17.

Le maniche stravaganti di Saint Laurent autunno/inverno 2016-17.

SAINT LAURENT DI MANICA LARGA
A tal proposito il direttore creativo di Saint Laurent Hedi Slimane si è sbizzarrito allestendo una sfilata molto scenografica, quasi da Haute Couture, puntando su accentuati riflessi da disco Anni 80. Ma ad aver conquistato giornalisti e fashion blogger sono state soprattutto le spalline e le maniche dei mini dress e delle pellicce. Sugli abiti Slimane ha costruito dei veri e propri ventagli in vernice nera, mentre le pellicce, rosse o blu elettrico, sono letteralmente a forma di cuore.

I porta-occhiali voluminosi di Balenciaga, autunno/inverno 2016-17.

I porta-occhiali voluminosi di Balenciaga, autunno/inverno 2016-17.

I PORTA-OCCHIALI DI BALENCIAGA
Fa parlare anche la sfilata di Balenciaga, legata al debutto di Demna Gvasalia alla guida creativa. Lo stilista si è sbizzarrito con spalline enormi, che hanno trasformato le modelle in giocatrici di rugby vestite con completi da signorina Rottenmeier. Sono state però le maxi catene colorate porta-occhiali a colpire di più. Decisamente voluminosi ed esuberanti, anche per la più egocentrica delle fashion blogger.

Da sinistra: Undercover e Haider Ackermann, autunno/inverno 2016-17.

Da sinistra: Undercover e Haider Ackermann, autunno/inverno 2016-17.

CORONE DI SPINE
Cosa passi in testa a un designer quando crea, non è dato saperlo. Ma la domanda sorge spontanea, visto cosa decide poi di mettere in testa alle sue modelle. È il caso ad esempio di Haider Ackermann, che ha intrecciato i capelli delle sue donne con del vellutto in ciniglia colorato, creando strane contorsioni tricotiche, tutte da copiare. Il brand Undercover, invece, ha pensato a una serie di corone di spine e di rami dorati, tra il sacro e il profano, ma anche con una spruzzatina di bucolico.

Stampe ipnotiche per Undercover, Givenchy e Manish Arora, autunno/inverno 2016-17.

Stampe ipnotiche per Undercover, Givenchy e Manish Arora, autunno/inverno 2016-17.

STAMPE DA IPNOSI
Anche sulle stampe non si scherza. Dalle passerelle arrivano messaggi ipnotici che se fissati troppo a lungo possono portare allo stordimento. Basta osservare i labirintici di Riccardo Tisci per Givenchy o le foto quintuplicate sui pantaloni di Undercover. Mix di stampe stravaganti anche per l’indiano Manish Arora, che esagera con colori e soggetti.

Da sinsitra: Balenciaga e Junya Watanabe, autunno/inverno 2016-17.

Da sinsitra: Balenciaga e Junya Watanabe, autunno/inverno 2016-17.

A TUTTO VOLUME
Se avete qualche chilo di troppo, potete tirare un sospiro di sollievo. I brand francesi vi amano e vi valorizzano con abiti tridimensionali, che nascondono tutte le curve. O le moltiplicano? I piumini di Balenciaga hanno colli e revers simili a dei gonfiabili, mentre il giapponese JunyaWatanabe gioca con gli origami per vestiti e copricapo dai volumi tridimensionali. Per non parlare di Comme des Garçons, che ha fatto scendere in passerella degli strani e impacciati mostri dalle tinte pastello e dalle stampe fiorate.

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