Ricordando l'omocausto

Il 9 marzo parte da Torino il Treno della Memoria LGBT diretto a Cracovia, per ricordare le vittime omosessuali della persecuzione nazista. In 9 mila morirono nei campi di concentramento.

omocausto-1Un viaggio da Torino a Auschwitz per ricordare le vittime omosessuali del Nazismo. Il 9 marzo parte dal capoluogo piemontese il primo Treno della Memoria LGBT, che si propone di fare luce sulla persecuzione nazista che causò la morte di un numero di vittime omosessuali stimato tra le 6 mila e le 9 mila persone. Il percorso del Treno della Memoria, prima della tappa finale di Cracovia, sfiora anche Praga e Budapest, dove ancora oggi gli omosessuali sono pesantemente discriminati.

IL PARAGRAFO 175
In Germania l’omosessualità era proibita per legge già dal 1871. Il codice penale tedesco includeva infatti il famigerato paragrafo 175, che condannava e puniva «la fornicazione contro natura». Con l’avvento al potere del partito nazista, le pene vennero inasprite, il numero di condanne crebbe vertiginosamente e, di fatto, la persecuzione ebbe inizio, culminando in deportazioni di massa. Il tasso degli omosessuali che persero la vita nei campi di concentramento, rispetto alle altre tipologie di prigionieri, è molto più alto, perché spesso erano vittima di particolare accanimento da parte dei gerarchi o di atroci sperimentazioni ‘mediche’.

LA SORTE DELLE LESBICHE
Particolare era la condizione delle lesbiche. Il paragrafo 175, infatti, condannava solo e unicamente l’omosessualità maschile. Le donne omosessuali, invece, venivano marchiate con il triangolo nero, che stava a indicare i cosiddetti ‘asociali’. Anche loro erano vittime di pesanti sevizie. Addirittura, esisteva un bordello apposito dove erano costrette a cedere agli appetiti sessuali dei gerarchi.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 09-03-2016 02:22 PM


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