Donne in incognito

Scrittrici, politiche, persino comandanti di battaglioni militari. Tutte esponenti del gentil sesso, ma con nomi rigorosamente da uomo. Per farsi prendere in considerazione in un mondo maschilista.

Non è un mondo per donne oggi, nel 2016, figuriamoci se poteva esserlo nel secolo scorso o prima ancora. Perché la Storia raccontata dai libri di scuola è tutta al maschile, come denuncia Lorella Zanardo, e mette da parte i grandi nomi femminili che hanno dato un contributo importante alla politica, alle invenzioni, alla filosofia e all’arte. Non sono poche le esponenti del gentil sesso che, pur di vedere le proprie idee prese sul serio, hanno deciso nel corso dei secoli di celarsi dietro un’identità maschile.

Harry Potter And The Deathly Hallows - Part 2 - World Film PremiereJ.K ROWLING
Ebbene sì. Anche la scrittrice che ha dato vita all’universo di Harry Potter ha dovuto cominciare la sua avventura di scrittrice come uomo. Decise di conservare le proprie iniziali, J.K., perché da queste non si poteva intuire che si trattasse di una donna e la casa editrice era convinta che un uomo avesse più presa sul pubblico adolescente. La Rowling ci ha riprovato di recente, firmando un altro romanzo, Il richiamo del cuculo, con lo pseudonimo di Robert Galbraith. In questo caso, voleva pubblicare il libro senza sentire troppe pressioni.

mc-billy-tipton-jpg-20150730DOROTHY LUCILLE TIPTON
Noto come Billy Tipton, il musicista jazz nato nel 1914 era biologicamente femmina. In realtà si trattava di un individuo transgender che si percepiva come uomo e come tale ha vissuto. Lo inseriamo in questa lista perché solo alla fine della sua vita venne scoperto che il suo sesso biologico era appunto femminile.

SONY DSCSARAH EMMA EDMONDS
Tra gli uomini che guidavano i battaglioni canadesi nel corso della guerra contro gli Usa c’era anche… una donna. Sarah trascorse molti anni vestendo panni maschili. Nata nel 1841 e fuggita da un padre violento, aveva capito che la vita da uomo, nonostante le guerre, poteva dare molte più soddisfazioni rispetto a quella di una donna.

james-barryMARGARET ANN BULKLEY
Secondo quanto riportato dalla Bbc, il chirurgo inglese James Barry, nato nel 1789, attivo negli ospedali militari e uno tra i migliori del suo tempo, era in realtà una donna, che aveva deciso di travestirsi da uomo per poter frequentare l’università e coltivare la passione della medicina.

Giovanna_D_Arco_1GIOVANNA D’ARCO
È forse tra le più note di questa lista. L’eroina francese, nata nel 1412, pagò cara la sua abitudine di indossare abiti maschili, presa a pretesto per imbastire tutte le altre accuse che la fecero finire sul rogo. Due i motivi per cui si vestiva da uomo: per non essere violentata e per chiare necessità belliche.

dl-portriat-npg-george-eliotMARY ANN EVANS
Meglio nota come George Eliot, la scrittrice inglese nata nel 1819 adottò un nome maschile per non essere accomunata alle scrittrici donne dell’epoca, di cui disprezzava le opere. Inoltre, la sua vita sentimentale rischiava di destare scandalo tra la società letteraria dell’epoca. Henry James la descrisse così: «Aveva la fronte bassa, gli occhi di un grigio spento, il naso grande e pendulo, la bocca enorme nella quale si intravedevano i denti storti e il mento ‘qui n’en finissent pas’… Ora, in questa mostruosa bruttezza risiede una bellezza potentissima che in pochi minuti rapisce e sconvolge la mente, cosicché, alla fine, ci si ritrova innamorati di lei».

Margaret_Keane_1MARGARET D.H. KEANE
Tim Burton l’ha celebrata in Big Eyes. Più che camuffarsi, Margaret, classe 1927, cedette la paternità delle sue opere al marito. Negli anni a venire se ne pentì e lo trascinò in tribunale, dove dimostrò davanti al giudice le sue qualità da pittrice. A differenza del marito, che a malapena era in grado di tenere in mano il pennello.

The_Brontë_Sisters_by_Patrick_Branwell_Brontë_restoredCHARLOTTE, EMILY E ANNE BRONTE
Le tre sorelle della letteratura inglese ottocentesca pubblicarono tre dei loro romanzi più famosi adottando pseudonimi maschili. Il motivo era sempre lo stesso: da donne, rischiavano di non essere prese sul serio e i loro romanzi sarebbero stati recepiti come letteratura di serie B.

0415_marathon-switzerKATHRINE SWITZER
Nel 1967 l’atleta statunitense partecipò alla maratona di Boston iscrivendosi con le iniziali K.W. Switzer. La reazione degli organizzatori, non appena se ne accorsero, fece epoca: la spintonarono cercando di buttarla fuori dal percorso.

murrayHallMARY ANDERSON
Prima di morire nel 1901, visse per 25 anni come Murray Hall, politico e statista scozzese che riuscì persino a votare in un’epoca in cui il suffragio femminile era vietato.

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