Quando l'invenzione è donna

Da Mary Anderson ideatrice del tergicristallo al bianchetto targato Bette Nesmith. Ecco le cinque donne che hanno cambiato il mondo con le loro idee geniali.

Senza di loro non potremmo guidare quando piove o non avremmo mai giocato a Monopoly. E chissà quante altre cose ci saremmo persi o non avremmo mai potuto conoscere. Perché il binomio donna-invenzione è più forte di quanto si possa immaginare. E poco importa che il loro genio sia spesso stato all’ombra di quello degli uomini, le donne infatti meritano di diritto un posto nella hall of fame delle grandi scienziate e inventrici. Perché ne siamo così certi? Leggete i profili di queste donne e preparate a rimanere a bocca aperta.

mary-anderson-windshield-wiper-inventorAL VOLANTE
Donne e motori, gioie e dolori. Non lo penserete più dopo aver letto che ad inventareil tergicristallo è stata proprio una donna. Nata in Alabama nel 1866, Mary Anderson ha ideato lo strumento che libera i vetri dalla pioggia o dalla neve nel 1902 a New York. Durante un viaggio in tram nella Grande Mela, notò infatti che il conducente era costretto a viaggiare con la testa fuori dal finestrino a causa dell’abbondante neve che ingombrava il parabrezza. Quell’episodio ha portato così Mary a pensare a uno strumento che potesse aiutare gli autisti a guidare con maggiore sicurezza anche in caso di maltempo. Se possiamo guidare anche quando piove o nevica quindi lo dobbiamo a una donna dall’arguzia sopraffina.

monopolio-elizabeth-propietario-brothers-rt_nacima20131118_0127_3GIOCO DI SOCIETÀ
Chi non ha mai giocato a Monopoly in vita sua alzi la mano. Nato con il nome iniziale di The Landlord’s Game, il gioco è stato inventato da Elizabeth Magie con intenti educativi. La donna voleva mostrare le conseguenze delle teorie economiche in voga ai primi del Novecento. L’idea era quella di presentare, oltre che una critica sociale, un gioco in cui i ricchi diventano molto ricchi affittando delle proprietà, mentre i poveri diventano più poveri. L’invenzione fu un vero e proprio successo, tanto che Charles Darrow, venditore di caldaie, la copiò rivendendo una versione tutta sua, quella che noi conosciamo ancora oggi. Insomma per l’uomo fu un vero e proprio biglietto delle probabilità con su scritto «Esci gratis di prigione».

aaaaaIL DNA
Ma a subire il furto della propria invenzione non è stata solo la sfortunata Magie. Nel 1963, infatti, Watson e Crick, vincevano il Nobel per la medicina grazie alla scoperta del DNA. Esattamente quattro anni dopo la prematura scomparsa della donna che per prima aveva individuato l’esistenza dell’acido desossiribonucleico. Il lavoro di Rosalind Franklin tuttavia non è stato che una nota a margine nell’esposizione dei due scienziati, che hanno in seguìto utilizzato la scoperta della ricercatrice per le loro scoperte.

DontaskpermissionGraceLA PRIMA PROGRAMMATRICE
L’invenzione di COBOL, uno dei primi linguaggi di programmazione per computer che usavano la struttura della lingua naturale, si deve invece a una donnina minuscola, docente di matematica alla Vassar University. Lei si chiamava Grace Hopper, ed è stata anche una delle programmatrici del primo computer, il gigantesco Harvard Mark I.

4c1faed487d42c7d9bf8fb39271feb3fCORREGGERE
Quante volte, tra i banchi di scuola, abbiamo utilizzato un bianchetto per correggere un errore ortografico o un calcolo riuscito male? Il numero non si può contare nemmeno sulle dita di due mani. Merito dell’invenzione di questo correttore universale è stata la segretaria Bette Nesmith. Fu proprio lei, nel dopoguerra, a inventarsi il sistema per correggere gli errori senza lasciare tracce. La donna infatti aveva brevettato una sorta di colore a tempera che si asciugava in fretta e permetteva di riscrivere le parole sbagliate. Beh di sicuro molti studenti dovranno dire grazie a Bette.

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