Italiane da primato

di Matteo Innocenti
In occasione della Festa della Donna, LetteraDonna ha scelto 13 personaggi femminili che hanno fatto grande il nostro Paese. Scopriamoli insieme.

Si sa, l’8 marzo è la Giornata internazionale della donna. Ma è anche l’occasione dove vengono celebrate le conquiste sociali e politiche di quello che una volta era chiamato, un po’ troppo a cuor leggero, ‘sesso debole’, oltre che per ricordare pure le violenze e le discriminazioni di cui le donne sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Quello verso la completa parità dei sessi è infatti un cammino non ancora terminato. Se in questo senso molto è stato fatto, il merito va anche a grandi italiane del passato, come Elena Cornaro Piscopia, la prima donna al mondo a conseguire una laurea nel 1678. Il 2015 è stato, invece, l’anno di Samantha Cristoforetti, la prima esponente di sesso femminile negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, che ha trascorso sei mesi orbitando attorno alla Terra. E in attesa di scoprire chi potrebbe essere la donna del 2016, LetteraDonna ha selezionato tredici italiane da primato, tredici personaggi che con le loro conquiste hanno contribuito all‘emancipazione femminile nel nostro Paese. Tra di loro ci sono politiche (in attesa di un Primo Ministro o di un Presidente della Repubblica), sportive, artiste, studiose ma anche donne comuni, che nella loro vita hanno fatto scelte coraggiose.

LA PRIMA LAUREATA
Nata nel 1646, la veneziana Elena Cornaro Piscopia è ricordata come la prima donna laureata al mondo. Figlia di un nobile che ne ha favorito l’educazione, fin da piccola aveva dimostrato doti geniali, a 19 anni ha preso i voti come oblata benedettina proseguendo negli studi. A partire dal 1669 è stata accolta nelle principali accademie dell’epoca, riuscendo a conseguire la laurea allo Studio di Padova, non in teologia come avrebbe desiderato, bensì in filosofia. La studiosa era infatti stata osteggiata dal vescovo Gregorio Barbarigo, il quale riteneva le donne inferiori agli uomini. E proprio perché donna, non ha potuto nemmeno mai esercitare l’insegnamento. Elena Cornaro Piscopia è morta appena trentottenne, sei anni dopo la tanta agognata laurea.

LA PRIMA PROFESSORESSA UNIVERSITARIA
La bolognese Laura Bassi, nata nel 1711, è stata la seconda donna laureata d’Italia dopo Elena Cornaro Piscopia. Ma è stata anche la prima a intraprendere la carriera accademica e scientifica, e addirittura la prima al mondo a ottenere una cattedra all’università. Era il 1732 quando, dopo aver conseguito la laurea in filosofia, Laura Bassi è stata aggregata per acclamazione nel collegio dei filosofi tenendo una storica prima lezione presso l’Archiginnasio, antica sede dell’Università di Bologna. Seguace delle teoria newtoniane, nel 1776 ha ottenuto anche la cattedra di fisica sperimentale, sempre a Bologna. La studiosa è stata anche una moglie devota e madre amorevole di ben otto figli.

      LA PRIMA PATENTATA
A inizio Novecento l’automobile era ancora un lusso per pochissimi eletti. Ad ogni modo, nel 1901 in Italia è stato promulgato il primo regolamento nazionale con riferimento alla patente di guida. Il primo italiano a ottenerla è stato Bartolomeo Tonietto, celebre chauffeur di casa Savoia. Al contrario la prima donna, o meglio ‘signorina al volante’, è stata Ernestina Prola che nel 1907, a 31 anni e complice l’ambiente moderno e progressista della Torino industriale, ha ottenuto l’ambita licenza di guida. Una gioia a cui la donna non a voluto rinunciare, rinnovando la patente fino al 1954, quando all’età di 78 anni si è spenta nella sua casa di Piazza Carlo Felice.

LA PRIMA PREMIO NOBEL
L’Italia vanta ben 20 premi Nobel, ma sono appena due le donne che se lo sono aggiudicato. Si tratta di Rita Levi-Montalcini, Nobel per la medicina nel 1986, e Grazia Deledda, che lo ha ricevuto sessanta anni prima. Correva dunque il 1926 e, ovviamente, in questo caso stiamo parlando di premio Nobel era per la letteratura. Sarda di Nuoro, Grazia Deledda era nata nel 1871, esordendo da giovanissima come scrittrice. La sua penna è stata molto feconda, pubblicando in pratica un libro all’anno. Le sue opere, sospese tra verismo e decadentismo, sono state apprezzate anche all’estero: tra i suoi romanzi più famosi Canne al vento, Elias Portolu e La via del Male.

LA PRIMA MEDAGLIA D’ORO
Trebisonda Valla, detta Ondina, ha vinto la gara degli 80 metri ostacoli a Berlino 1936, diventando la prima donna italiana a salire sul gradino più alto di un podio olimpico. Nell’edizione passata alla storia per le vittorie dell’afroamericano Jesse Owens nella Germania nazista, Ondina stravinse la semifinale del 5 agosto, stabilendo il record mondiale con il tempo di 11”6. L’oro olimpico ha dato negli anni all’atleta immensa popolarità nell’Italia fascista e Ondina Valla è diventata un simbolo per le ragazze italiane. Scomparsa nel 2012 è stata inserita nella Hall of Fame dell’atletica leggera italiana.

Ada nataliLE PRIME ELETTE SINDACO
Nel 1945 le donne hanno ottenuto il diritto di voto, mentre l’anno successivo, grazie al decreto De Gasperi-Togliatti, anche la cittadinanza attiva. Sono state due, nell’aprile del 1946, le prime donne sindaco d’Italia: Ada Natali e Ninetta Bartoli. La prima è rimasta per 13 anni alla guida del piccolo comune di Massa Fermana (provincia di Ascoli Piceno) e nel 1948, candidata per il Partito Comunista nelle Marche, è stata anche eletta alla Camera dei Deputati. Ninetta Bartoli, invece, è ancora oggi il simbolo dell’emancipazione femminile in Sardegna. Questo grazie alla carriera politica e all’impegno sociale che l’hanno portata a diventare sindaco di Borutta (provincia di Sassari) in un’epoca in cui la posizione sociale delle donne sull’isola era ancora ben lontana da quella già raggiunta in altre regioni italiane.

LA PRIMA PREMIO OSCAR
Nell’epoca d’oro del cinema italiano era anche possibile che due nostre connazionali vincessero il premio Oscar come miglior attrice protagonista. L’onore (meritato) è toccato anche a Sophia Loren nel 1962 ma ben sette anni prima era stata Anna Magnani ad aggiudicarsi per prima l’ambita statuetta. Attrice simbolo del cinema italiano e della romanità, ha vinto grazie alla sua interpretazione ne La rosa tatuata, dove recitava al fianco di Burt Lancaster. Ma sono rimaste nella storia del cinema anche le sue prove da attrice in film come Roma città aperta, Bellissima e Mamma Roma.

LA PRIMA A DENUNCIARE UNO STUPRO
La siciliana Franca Viola è stata la prima a denunciare uno stupro e a non accettare un matrimonio riparatore. Era il 1965, quando appena diciassettenne è stata rapita, segregata e violentata dall’ex fidanzato Filippo Melodia. Per la morale del tempo, in quanto non più vergine, avrebbe dovuto sposare il suo rapitore e secondo l’articolo 544 del codice penale il matrimonio avrebbe estinto il reato di violenza carnale (fino al 1981 contro la morale e non la persona). Ma Franca si è opposta a un destino che non sentiva suo, denunciando Melodia, finito successivamente in carcere. Per il suo coraggio Franca Viola è oggi un simbolo di libertà e dignità per tutte le donne vittime di violenza.

LA PRIMA DONNA MAGISTRATO
L’ingresso delle donne in magistratura in Italia risale al 1963, quando la legge n. 66 ha regolamentato l’ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni, stabilendo in pratica la parità dei sessi. La prima donna a vestire la toga fu, due anni dopo, la venticinquenne Maria Gabriella Luccioli: fino ad allora le donne erano state escluse per legge dall’esercizio della giurisdizione. Nel 1988 Maria Gabriella Luccioli è diventata anche la prima ‘toga rosa’ in Corte di Cassazione e venti anni dopo è stata poi eletta presidente di sezione della Cassazione, stabilendo un altro primato. Nel 2007, in una sentenza sul caso di Eluana Englaro, ha affermato il «diritto alla autodeterminazione terapeutica» per i malati terminali.

LA PRIMA DIVORZIATA
Mentre si stava avviando all’altare in abito bianco, Tina Rocci era piena di dubbi. Aveva appena vent’anni ed era stata fidanzata per otto mesi. Ma il matrimonio era ormai stato organizzato e lei era già all’altare. L’unione non funzionò. L’idilio infatti era durato solo tre anni e per altri otto Tina Rocci aveva tenuto nel cassetto il foglio della separazione legale, perché negli Anni ’60 un matrimonio finito era uno scandalo. Ma nel dicembre del 1970, qundo è stata approvata la legge sul divorzio, proprio Tina è stata la prima donna, il 7 gennaio successivo, a presentarsi in tribunale per chiedere il divorzio dal marito. Un divorzio arrivato appena due mesi dopo. Nel frattempo Tina Rocci aveva trovato un altro amore e si è potuta risposare dopo pochissimo tempo.

LA PRIMA DONNA MINISTRO
Nilde Iotti, eletta Presidente della Camera dei Deputati nel 1979 (è rimasta in carica fino al 1992), è stata la prima donna a ricoprire una delle cinque cariche più importanti della Repubblica Italiana. Tre anni prima, Tina Anselmi, veneta ed ex partigiana con il nome di battaglia di ‘Gabriella’, era diventata la prima donna ministro d’Italia. Nel governo Andreotti III ha ricoperto infatti la carica di Ministro del lavoro e della previdenza sociale fino all’11 marzo 1978. Dopo questa esperienza, Tina Anselmi è stata anche Ministro della sanità in due successivi governi andreottiani, sempre negli Anni ’70. Tra i principali autori della riforma che ha introdotto il Servizio sanitario Nazionale, è stata anche presidente della commissione d’inchiesta che ha indagato sulla P2.

LA PRIMA NELLO SPAZIO
Samantha Cristoforetti, per tutti Astrosamantha, è stata la prima donna italiana (e terza europea in assoluto) a entrare negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea. Con la missione ISS Expedition 42/Expedition 42 Futura è rimasta in orbita attorno alla Terra dal 23 novembre del 2014 all’11 giugno 2015, stabilendo il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo, con 199 giorni. In mezzo, anche un intervento al Festival di Sanremo. Ora l’astronauta sogna di andare su Marte, ma intanto è diventata una star e ambasciatrice Unicef. In più, è stata protagonista del documentario Astrosamantha – la donna dei record nello spazio, proiettato a inizio marzo 2016 in 120 cinema italiani.

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