Partorire, che piacere

Una 30enne australiana ha raccontato sul suo blog di aver messo al mondo il secondo figlio con un parto orgasmico: «Toccarsi durante il travaglio aiuta ad attenuare i picchi di dolore».

angelagalloPartorirai con dolore. O forse no. Si chiama parto orgasmico e non solo promette alle donne di non provare le atroci sofferenze del travaglio: promette addirittura di godere. Tramite la masturbazione. Lo ha sperimentato la neomamma australiana Angela Gallo, che sul suo blog, in un post dal titolo «Perché mi sono ‘toccata’ durante il travaglio» ha raccontato le gioie dell’esperienza. La 30enne ha spiegato di essersi masturbata proprio durante gli attimi più dolorosi delle contrazioni e delle successive dilatazioni della vagina. In quell’attimo, ha spiegato la blogger, «è possibile stimolare i muscoli clitoridei e provare piacere nel momento più difficile del parto». Relax e piacere, quindi.

NESSUNA MALIZIA
«Gli ormoni, l’anatomia, le sensazioni, sono tutti elementi che si intrecciano sia nel parto che nel piacere. Quando ho saputo che altre donne l’avevano sperimentato, ho voluto provare anch’io piacere durante il parto», ha detto la neomamma (al suo secondo figlio) che ha sollecitato le altre colleghe incinte a provare l’esperienza. «Ma non è tutto, perché le doglie ti rendono una leonessa sexy» ha aggiunto: «Ho scelto di far nascere il mio secondo figlio in casa, in un ambiente confortevole, circondata dalle persone che amo. E quando ho raggiunto i dieci centimetri di dilatazione, mi sono sentita più forte… Ho spostato l’attenzione sul piacere e i picchi di dolore sono stati più gestibili».
Ma niente fraintesi, ha specificato la donna: il parto orgasmico non deve essere visto con malizia o repulsione, ma solo con intento fisiologico di assecondare il proprio corpo e aiutarlo a far nascere il bambino in un modo ‘positivo’ anziché doloroso.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 07-03-2016 06:35 PM


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