Gli Imam a scuola di parità dei sessi

L'iniziativa, che dovrebbe coinvolgre le comunità dei fedeli di Milano, è volta a promuovere un maggiore rispetto nei confronti della donna da parte della comunità islamica.

l43-velo-mogli-obbendienti-111114170954_bigImam impegnati in corsi di formazione per insegnare ai fedeli il rispetto verso la donna. O meglio Imam istruiti per divulgare la parità dei sessi nella comunità dei fedeli. È quanto si sono proposti, a partire da sabato 5 marzo 2016, diverse guide spirituali islamiche di Milano. Il progetto italiano, primo nel suo genere, mira a difendere le donne musulmane dagli abusi e dalle discriminazioni che possono subire all’interno della loro stessa comunità.

AZIONI CONCRETE
Fra le iniziative già partite e proposte dal Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano e Brianza, anche uno spot contro le violenze e le discriminazioni subite dalle donne musulmane. Ad appoggiare questa iniziativa le ragazze di seconda generazione che frequentano le moschee milanesi. A spronare queste giovani a dire «no» all’oppressione maschile, subita soprattutto all’interno delle mura domestiche, ci ha pensato Sumaya Abdel Qader, 37 anni, sociologa, madre di tre bambini, musulmana e fiera di esserlo. «Bisogna superare il tabù della segregazione femminile, che non fa parte del vero Islam ma che ancora impera in una certa parte della cultura maschilista nella nostra comunità», sostiene la donna. Parole che compaiono anche nel manifesto d’intenti del progetto Aisha.

I CORSI
Il progetto prevede anche diversi corsi su come esprimere un’affettività sana nei confronti delle donne e soprattutto come promuovere e diffondere la parità dei sessi. Corsi, o meglio, suggerimenti, rivolti soprattutto agli imam. Sono infatti «le nostre guide religiose, che spesso raccolgono le confidenze delle donne maltrattate in famiglia che devono divulgare il messaggio. Sono loro che devono parlare alla comunità e che devono saper riconoscere i problemi, senza ignorare chi chiede aiuto, anzi: sostenendo le vittime che vogliono denunciare chi le molesta, chi fa pressioni indebite, chi toglie la libertà e cerca di imporre magari un matrimonio combinato o altre scelte contro l’integrità del corpo della donna, a partire dalle mutilazioni genitali», ha spiegato Qader.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 02-03-2016 06:50 PM


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