Sfida l'Iran con la sua voce

Si chiama Kimia ed è fuggita da Teheran per realizzare il suo sogno: cantare. Ma la giovane porta sul palco di The Voice anche un messaggio importante: «Noi giovani vogliamo una vera libertà per il Paese che amiamo».

kimia-ghorbani-the-voiceQuella che ci apprestiamo a raccontare è una storia di oppressione, fatta di tabù violati e regole infrante. Una storia che muove i suoi primi passi in una terra lontana e ricca di contraddizioni interne come è l’Iran. Ed è proprio da qui che arriva la nostra protagonista. Lei si chiama Kimia, sognava sin da piccola di fare la cantante, di poter esprimere liberamente il proprio talento. Adesso quello che aveva desiderato con tutta sé stessa potrebbe trasformarsi in realtà. Perché questa 33enne proveniente da Teheran è pronta a esibirsi mercoledì 2 febbraio 2016 sul palco di The Voice, nel corso della seconda Blind Audition.

IN IRAN
«Canta a voce bassa, canta piano che ti sentono i vicini». Erano queste le parole che mamma e nonna continuavano a ripetere alla piccola Kimia quando vivevano ancora a Teheran. Perché nel Paese la canzone intonata da una donna è vista come un vero e proprio affronto. Una provocazione erotica punibile anche con il carcere. «Sono stata bendata e arrestata. Mi hanno puntato contro la pistola. Mi hanno detto che mi avrebbero ammazzato», ha raccontato la ragazza a Il Corriere della Sera. Una settimana di prigione, il tutto per essersi mostrata in pubblico con uno strumento in mano. Kimia era scesa in piazza per dare un segnale forte, magari «per far uscire allo scoperto anche altre donne». La polizia però non è sembrata dello stesso parere. Tanto da dimostrarglielo con calci e pungni, insulti e altre angherie. «Ho avuto paura, però piano piano l’ho persa. Sono stata molto forte, ho pensato che dovevo farlo: mi dicevo, non succede niente, se anche muoio…».

IN PRIMA FILA
Il fuoco che ardeva dentro a Kimia tornerà tra il 2009 e il 2010 quando l’Onda Verde ha scosso l’Iran per chiedere un cambiamento. «Siamo stati coraggiosi, siamo scesi in piazza e abbiamo manifestato pacificamente. Per questo hanno ucciso tanti nostri giovani amici». Come quel ragazzo ucciso in carcere dopo essere stato brutalmente e presumibilmente picchiato dagli agenti. A The Voice si dovrebbe presentare così con un velo verde, il colore simbolo di chi vuole un Iran nuovo. Libero da corruzioni, discriminazioni e violenze. «Noi stiamo crescendo con questo messaggio rivoluzionario per avere vera libertà in Iran. Questo verde è vivo, è come un albero che fiorisce in primavera quando spuntano le foglie», ha aggiunto al Corriere la giovane.

VERSO L’ITALIA
Nel 2012 Kimia ha deciso di lasciare quella terra che le impediva di inseguire i suoi sogni. Prima del suo trasferimento a Bologna la ragazza si è iscritta alla scuola italiana di Teheran per imparare la lingua. Con 800 euro in tasca e una speranza in valigia è partita per Bologna. In Italia ha scoperto che è possibile mettersi in gioco, senza nemmeno rischiare di venire arrestata, picchiata o insultata. Da qui la decisione di affrontare i suoi demoni e partecipare a The Voice. Il tutto non per la gloria, ma solo per dare un messaggio, forte, a tutti quelli che vorrebbero segregare le donne tra le mura domestiche.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , Data: 02-03-2016 02:20 PM


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