Quando l'adozione è incrociata

Il Tribunale per i minorenni di Roma ha accolto il ricorso di una coppia a diventare le madri l'una della figlia dell'altra. Le due bambine hanno ottenuto il doppio cognome anche se per la legge non sono sorelle.

ThinkstockPhotos-479834944Una sentenza storica. Almeno per l’Italia. Perché per la prima volta un Tribunale, quello dei minori di Roma per la precisione, ha riconosciuto l’adozione incrociata a una coppia di donne. Si tratta del primo caso nel Paese, almeno secondo quanto hanno riportato Famiglie Arcobaleno e Rete Lenford. Il Tribunale ha infatti riconosciuto il diritto delle due donne ad adottare l’una la figlia dell’altra, facendo riferimento alle cosiddette «adozioni in casi particolari». Le bambine, che per la legge non saranno mai sorelle, hanno rispettivamente 4 e 8 anni e sono nate grazie all’inseminazione praticata dalle due donne in Danimarca.

RISULTATO IMPORTANTE
«Questo nuovo ulteriore provvedimento, che resta nella scia delle già note sentenze, ha una peculiarità rispetto alle precedenti: le minori in favore delle quali è stata riconosciuta l’adozione sono, infatti, nate ciascuna da una delle due donne della coppia. In questo modo ognuna ha un genitore biologico ed un genitore sociale, entrambi con piena e pari capacità e responsabilità genitoriale», ha commentato soddisfatta l’avvocatessa Francesca Quarato che ha seguito il caso. «Il Tribunale per i minorenni di Roma ha avuto riguardo esclusivamente all’interesse delle bambine a vedere riconosciuto e tutelato il rapporto genitoriale che ciascuna ha con la madre sociale, rapporto che dunque si affianca, senza sostituirlo, a quello con la madre biologica, arricchendo la sfera delle relazioni delle bambine», ha aggiunto la socia di Rete Lenford e componente del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno.

MANCANO NORMATIVE SPECIFICHE
Una vittoria importante soprattutto dal momento che in Italia manca una normativa sull’adozione da parte delle coppie formate da persone dello stesso sesso. «Il percorso per giungere all’adozione da parte di queste coppie è possibile solo interpretando la normativa in vigore in senso ampio ed evolutivo. In ogni caso, la forma di adozione oggetto di tali sentenze, rimane quella ex art. 44 lett. d) della legge sulle adozioni ovvero la cosiddetta adozione in casi particolari, che conferisce al minore minori garanzie rispetto al riconoscimento di una genitorialità piena e legittimante. In questo caso le minori non acquisteranno la parentela con le famiglie delle adottanti e non saranno sorelle tra di loro», ha spiegato Maria Grazia Sangalli, presidente di Rete Lenford.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 01-03-2016 03:21 PM


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