«Utero in affitto? Meglio una fan»

di Eloisa Covelli
Intervista a Shalpy, che ci ha detto la sua sul ddl Cirinnà e stepchild adoption. «Nichi Vendola padre? Ha fatto benissimo. Io non pagherei per avere un figlio».

shalpy-unioni-civili-1Il suo impegno per i diritti dei gay gli è costato caro. Giovanni Scialpi, in arte Shalpy, cantante e artista italiano, ha ‘osato’ sposare il suo compagno e manager, Roberto Blasi (con il quale ha condiviso l’esperienza televisiva di Pechino Express), nell’estate 2015 a New York. Il 23 gennaio, poi, è sceso in piazza con le famiglie arcobaleno baciando sul palco il marito. Troppo per un Paese bacchettone come l’Italia pretendere di cantare con lui sul palco di Sanremo. La loro canzone Pettirosso è stata infatti scartata dalla commissione artistica. Ma la coppia ha deciso di lanciarla ugualmente. L’occasione perfetta per cantarla in tivù sembrava essere un’ospitata a Domenica In, ma la loro partecipazione è stata annullata a un’ora dall’intervista programmata. Tutto questo nel pieno del dibattito sulla legge Cirinnà che ha incassato il primo sì al Senato, con lo stralcio dell’obbligo di fedeltà e della stepchild adoption (leggi qui l’opinione della femminista Marina Terragni). Una regolamentazione che non solo tocca Shalpy, ma anche l’ex governatore della Puglia Nichi Vendola, finito nell’occhio del ciclone dopo l’annuncio della nascita in America di Tobia Antonio, figlio biologico del suo compagno Ed, e portato in grembo da una volontaria californiana, anche se all’inizio si era parlato di una donna indonesiana (leggi qui l’editoriale di Lettera43). Una scelta che la voce di Rocking Rolling appoggia, come ci ha raccontato durante una breve chiacchierata telefonica.

DOMANDA: Cosa pensa della paternità di Nichi Vendola?
RISPOSTA: Ha fatto bene. Sono d’accordissimo con lui anche per come ha gestito la notizia. Ha causato una reazione deflagrante nell’opinione pubblica, così come avevamo fatto noi con le nostre nozze.
D: È stato duramente criticato per questo.
R: Trovo aberranti le parole di Salvini («disgustoso egoismo», ndr), così come quelle di chi – con dolo – cerca di dipingere negativamente la nascita.
D: La vittoria per il primo sì alla legge sulle unioni civili è una vittoria mutilata visto che mancano il principio di fedeltà e la stepchild adoption.
R: Mi veniva da piangere dalla delusione del mancato riconoscimento dell’adozione del figlio del compagno.
D: L’obbligo di fedeltà non è importante?
R: Quello mi scatena una risata sarcastica. Toglierlo vuol dire sminuire, deridere, denigrare, umiliare le nostre unioni. In realtà sono gli etero che vanno a puttane. Noi, il matrimonio ce lo dobbiamo sudare, mica lo facciamo tanto per…
D.: Ci pensa mai a diventare padre, come ha fatto Nichi Vendola?
R: Certo, ci pensiamo, anche perché non siamo giovanissimi. Ma non pagherei un utero, penserei – la butto lì – magari a una delle mie tante fan che lo farebbero volentieri. Ma comunque abbiamo già cresciuto una bimba.
D: Davvero?
R: Si chiama Sarah, ha quasi 11 anni. Ora vive a Parigi. Ma prima la vedevamo tutti i giorni. È la figlia di una dipendente dell’albergo, che aveva mio marito, una marocchina, ragazza madre… Giocavamo con lei, le compravamo i vestiti e i giocattoli, facevamo gli zii. Ora la vediamo un po’ meno perché la mamma si è dovuta trasferire in Francia per lavoro.
D: Rifarebbe tutto?
R: Certo, sono contento di essermi speso per la causa, ma non dimentichiamo che io sono un artista. Da quando mi sono esposto ho perso alcuni lavori.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , , , Data: 29-02-2016 03:50 PM


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