Le minoranze spariscono dai film

Le pellicole non sono più lo specchio della realtà e spesso sono discriminatorie. È quanto emerge dallo studio realizzato dall'University of Southern California e dall'Anneberg School of Journalism.

Le critiche nei confronti di Hollywood continuano. Argomento di discussione questa volta è stato uno studio della University of Southern California. Assieme ai ricercatori della Anneberg School for Communication and Journalism, l’università californiana ha redatto un’indagine in cui denunciano l’intero sistema hollywoodiano: i film non rispecchiano la realtà americana.

LE PERCENTUALI DEL CINEMA
Il  50% della popolazione degli Usa è costituita da donne, ma nella ricerca, effettuata su 109 film del 2014 e 305 serie tivù andate in onda tra il 2014 e il 2015, solo il 33,5% dei personaggi è di sesso femminile. Un’altra grande fetta della popolazione che supera il 40% sono i gruppi etnici. Tuttavia nei film i protagonisti di diverse etnie sono solo il 28%. Per non parlare della comunità LGBT, che è rappresentata da un bassissimo 2%.

ACCUSE AI REGISTI HOLLYWOODIANI
Ma non sono solo i film a essere messi sotto accusa: la ricerca si estende anche ai registi, l’87% dei quali sono bianchi. Nel 2014 solo due donne di colore hanno diretto film di successo: Ava DuVernay con Selma-La strada per la libertà, film su Martin Luther King, e Amma Asante con La ragazza del dipinto, storia di Dido Elizabeth Belle, nata dalla relazione tra un ammiraglio della Royal Navy e  una schiava africana.

I FILM DEL 2016
Un’altra indagine pubblicata su Usa Today ha analizzato anche i film che usciranno nelle sale nel 2016: padroni della scena sono i protagonisti maschili assieme ai film sui supereroi.

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