Dalla Svezia all'Isis: liberata

Marlini Stivani Nivarlain era partita dalla città di Boras per raggiungere il fidanzato, partito per unirsi ad Al Qaida. Ma è stata catturata dall'Isis per poi essere salvata dalle forze curdo-irachene.

daesh-girls-slaves-isis-4Dalla Svezia a Mosul, passando per la Siria. Sedotta dai miraggi di Al Qaida decantati dal fidanzato, caduta nelle mani dell’Isis e, infine, liberata dalle forze curde-irachene. È la vicenda vissuta dalla 16enne Marlin Stivani Nivarlain, cittadina svedese di Boras. Sul suo salvataggio, raccontato dal governo autonomo di Erbil, si allungano però le ombre del pagamento di un riscatto. Il governo svedese, per ora, non conferma nulla, nemmeno la notizia del salvataggio. Ma hanno spiegato di essere già a conoscenza del fatto che «un minore svedese si trovava in Siria».

MANCANO CONFERME UFFICIALI
Secondo quanto riportato dal Boras Tidning, il quotidiano svedese che al momento è la principale fonte della vicenda, il fidanzato della ragazza era inizialmente intenzionato a unirsi a una compagine che faceva capo ad Al Qaida che, ricordiamolo, è in lotta aperta contro lo Stato Islamico. I dettagli della vicenda, quindi, non sono affatto chiari. Secondo altre fonti di stampa svedesi, Marlin era incinta quando, nel 2015, aveva lasciato Boras per raggiungere il fidanzato. Nel corso del viaggio, sarebbe caduta nelle mani dell’Isis, vicino ad Aleppo. Il salvataggio della giovane sarebbe avvenuto il 17 febbraio. Il governo curdo-iracheno ha affermato di essere in contatto con i familiari della ragazza e con il governo di Stoccolma.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 23-02-2016 06:57 PM


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