Da un divano all'altro

di Giovanna Pavesi
Condivisione, costo zero, affidabilità: tutto quello che bisogna sapere sul Couchsurfing, il servizio che ha rivoluzionato le vacanze. «Il vantaggio? Vivere momentaneamente la vita di altri».

anna2Lo zaino è pronto: dentro ci sono i documenti, la frenesia e la voglia di vivere qualcosa di nuovo che vada oltre la solita idea di vacanza. Anna Luciani, architetto urbanista di 34 anni, dalla sua Ferrara è partita per il Brasile dove insieme a Simone Chiesa, un documentarista di sport estremi, ha deciso di provare un nuovo tipo di viaggio: la vacanza sopra il divano.
Anna e Simone, armati di macchina fotografica, telecamera e microfoni, sono partiti documentando il loro viaggio all’interno del programma Alle falde del Kilimangiaro, in onda ogni domenica pomeriggio su Rai Tre. Perché, come ha spiegato Anna a LetteraDonna, «il Couchsurfing non è soltanto una vacanza: è vivere momentaneamente la vita di altri».

COUCHSURFING, LA RIVOLUZIONE DELLE VACANZE
Il Couchsurfing, che letteralmente significa fare surf sul divano, è un servizio gratuito di accoglienza e di scambi, che si appoggia a un sito internet dove qualsiasi utente iscritto può chiedere o offrire ospitalità in tutto il mondo, riducendo di molto i costi di un viaggio tradizionale. A dare vita a questo progetto, nel 2003, fu Casey Fenton, un programmatore statunitense che decise di ripensare il concetto di vacanza. Sul sito è possibile cercare persone che ospitano in base a diversi parametri come l’età, la località, il genere. C’è anche la possibilità di scegliere un numero massimo di persone ospitabili e la disponibilità di un letto, del divano o di una camera privata.

UN VIAGGIO A COSTO ZERO
Tolte le spese dei trasporti, il Couchsurfing è completamente gratuito anche se esistono tanti modi per dimostrare riconoscenza nei confronti di chi ha ospitato: «È chiaro che, andando a casa di qualcuno, abbiamo sempre cercato di ‘sdebidarci’ facendo la spesa e cucinando la pasta di tanto in tanto». Avere una buona conoscenza delle lingue straniere agevola senz’altro i meccanismi di adattamento: «Saper parlare bene il portoghese, ad esempio, è servito ad impormi: riuscire a comunicare e avere padronanza dell’idioma ti facilita di molto le cose e cancella molte barriere».

LA GRANDE BELLEZZA? VIVERE LA VITA DEGLI ALTRI
Il Couchsurfing apre una finestra sul mondo del Paese che si vuole visitare: «Ti permette di conoscere ogni sfumatura del luogo in cui sei, attraverso la quotidianità di chi mette a disposizione il proprio divano», ci spiega Anna. «Chi ti ospita, inoltre, essendo del posto, ti conduce nei luoghi giusti, rendendo il viaggio molto più sicuro per una donna». «Il bello del Couchsurfing è vivere una vita diversa per tre o quattro giorni e trovarsi improvvisamente ad abitare una casa che non è la propria, vivendo la quotidianità di altre persone che, come in un vortice, ti coinvolgono nella loro vita. Questo privilegio, e la spontaneità con cui avviene questa mescolanza, arricchisce sia chi accoglie sia chi chiede ospitalità. Ed è proprio questa la grande bellezza».

annaUn’esperienza interessante e stimolante. Ma, starete pensando, per una donna che viaggia sola potrebbe essere pericoloso. Invece no: tutto è organizzato in sicurezza. «Sono davvero molte le ragazze che ospitano: ci sono molte donne sole, o donne con bambini che decidono di intraprendere questa avventura, che è sicura grazie alla rete su cui è poggiato questo sistema». Anna ha stilato una piccola lista di consigli per le viaggiatrici.

AFFIDABILE E SICURO
Chi cerca ospitalità deve riempire un modulo inserendo le proprie informazioni di base, ma chi riceve la richiesta non è obbligato a rispondere. Inoltre, esiste la competenza del profilo, basata sulla quantità e la qualità di informazioni e di foto che l’utente decide di rendere pubbliche. Il sistema di vouching, unito al dispositivo che permette la segnalazione degli abusi, è una fitta rete di ‘garanti’ che assicurano l’affidabilità degli utenti. Un consiglio semplice? «Non andrei mai da una persona da cui non è mai stato nessuno: tutelarsi è la cosa più importante», spiega Anna. «Prima di partire leggo sempre le recensioni lasciate da altri viaggiatori di coloro a cui chiedo l’ospitalità, e questo sia che si tratti di Couchsurfing che di altre forme di accoglienza. In base al tipo di viaggio che ho intenzione di fare, tento di capire che tipo di persona posso trovare dalla descrizione e dalle recensioni di chi è venuto prima di me: così posso studiarne lo stile di vita, le abitudini e che tipo di rapporti ha instaurato con altri viaggiatori».

COSA METTERE NELLO ZAINO
Innanzitutto l’essenziale per l’igiene personale. Poi una mascherina per gli occhi per dormire perché «il sole tropicale delle 6 del mattino negli occhi non ti permette di chiudere occhio». Anche una macchinetta anti-zanzare che si possa collegare a qualcosa (oltre allo spray repellente) può essere utile. E, ovviamente, una a macchina fotografica. «Tutto il resto si trova», assicura Anna.

LIBERARSI DEL SUPERFLUO
Chiaramente il contenuto dello zaino cambierà a seconda del luogo in cui ci si reca. Certo, se si sceglie di andare nella giungla è consigliabile portare un kit di pronto intervento, ma in linea di massima «ci si rende conto che c’è un mondo più che disposto ad aiutarti praticamente ovunque».«Tante cose che ritenevo imprescindibili per viaggiare si sono rivelate presto accessorie e inutili», racconta Anna. «È incredibile come, a parte gli oggetti di primissima necessità (dai calzini allo spazzolino), ci si renda conto che tutto il resto non serva.

COSA NON FARE
I consigli pratici sono gli stessi che valgono per quelli di qualunque altro viaggio verso un luogo culturalmente lontano dal nostro. Non bisogna mai dire che il nostro cibo è migliore di quello di chi ci ospita, nè fare paragoni, ad esempio, tra culture e città, perché risulterebbe indelicato: rispettare sempre la cultura di chi sta accogliendo. Mai trovarsi nella condizione di fare il turista allo zoo: «La prima cosa da tenere presente è il rispetto per chi vive in quella realtà, soprattutto se ci sono persone che soffrono o che vivono condizioni di difficoltà», dice Anna. Non peccare mai di ingenuità fidandosi a prescindere e non pianificare troppo.

PARTIRE SENZA PENSIERI
Quando si intraprende un viaggio di questo tipo, soprattutto se è la prima volta, qualche timore c’è ma «per ogni ostacolo che puoi incontrare, ci sono altrettante persone pronte ad aiutarti, dalle piccole cose della quotidianità a difficoltà più complicate da gestire: quando viaggi con Couchsurfing vai a casa di persone che hanno voglia di ospitarti e di farti stare bene, quindi anche le problematiche quotidiane, come fare una lavatrice, si risolvono con grande spontaneità, come può accadere tra amici di vecchia data o coinquilini all’università». Provare per credere.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 23-02-2016 02:26 PM


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