«Scrivo d’amore perché non ce l’ho»

di Paola Medori
Se solo fossimo altrove è l'esordio letterario di Romina Carrisi, che a LetteraDonna ha raccontato come ha trovato la strada per riscoprire se stessa. A partire dalla solitudine. E dalle poesie.

carrisi7Scrive di amore, di quell’amore che le manca. Romina Carrisi, 28 anni e due occhi verdissimi, ha deciso di raccogliere i suoi pensieri e le sue emozioni in strofa nel libro di poesie Se solo fossimo altrove, edito da Miraggi Edizioni. «Un modo molto dolce e poetico per vedere quello che c’è dentro la mia mente, la mia immaginazione, il mio cuore e il mio vissuto», ha raccontato a LetteraDonna. Figlia di Albano Carrisi e Romina Power, la coppia più bella del mondo tornata da poco insieme sul palco, Romina fa la spola tra gli Stati Uniti e l’Italia. A Cellino San Marco, gli uliveti e la grande casa sotto il sole caldo della Puglia lei ha preferito Los Angeles, dove si è trasferita per studiare recitazione. Cerca le parole giuste e ride timidamente, quando racconta se stessa, la sua arte e questa combinazione di «impulso e disciplina» che è scrivere.

carrisi3DOMANDA: Da quando scrive poesie?
RISPOSTA: Avevo tutte queste poesie nel mio cassetto che scrivevo da quando ero piccola, quelle pubblicate sono quelle degli ultimi tre anni. L’idea è nata perché sentivo un bisogno interiore di esternare quello che avevo dentro e di far vedere realmente chi fossi.
D: A cosa si ispira?
R: È una combinazione di impulso e disciplina, che deve assolutamente esserci perché sono solo io il capo di me stessa. Gestisco le ferie, le pausa pranzo e i caffè. Sicuramente traggo ispirazione da quello che vivo ma anche da una canzone o dall’incontro con degli sconosciuti in un bar. Quando sento una parola o una frase mi arriva come un film in mente che poi esprimo attraverso la poesia.
D: Quali tematiche che affronta nelle sue poesie?
R: Al primo posto c’è l’amore, ma anche la sua assenza. Poi la solitudine, che prima combattevo e odiavo. Ho scritto una poesia sulla solitudine, che volevo sbattere al muro e riprendermi tutto quello che mi aveva rubato. Ma poi inizi a conviverci perché l’essere umano nasce e muore da solo. Nella solitudine ho ritrovato me stessa, perché se non l’affoghi nei discorsi vacui altrui o esci per forza per non stare da solo, ti riscopri e capisci quello che ti piace e quello che non ti piace. E hai più tempo per te.
D: I suoi genitori cosa ne pensano?
R: Erano sorpresi, anche se mia madre, rispetto a papà, mi conosceva di più sotto il punto di vista poetico. Sono rimasti entrambi molto contenti.
D: Ha mai pensato di scrivere una canzone per suo padre?
R: Da piccola ho suggerito due parole (acqua e foschia) in un testo che papà e mamma non riuscivano a chiudere e che poi hanno inserito. Onestamente mi piacerebbe molto, anche se avrei bisogno di essere affiancata da qualcuno capace di scrivere canzoni.
D: Cosa ha provato la prima volta che li ha rivisti insieme sul palco dopo tanto tempo?
R: Rivederli sul palco con tutti i fan nuovamente contenti è stata decisamente una gioia. È bello respirare l’armonia che si è ricreata di nuovo.

carrisi6D: Quanto pesa essere figlia d’arte per una come lei che vuole lavorare nel mondo dello spettacolo?
R: Io non ho nessun problema, sono gli altri che hanno questo pregiudizio. In Italia provenire da una famiglia d’arte ha più un’accezione negativa che positiva. Non viene considerata una marcia in più. In questi casi l’arte è percepita come facilitazione, non come qualcosa che si ha nel sangue e che si può affinare imparando il mestiere.
D: Ha un tatuaggio sul braccio con la scritta home, cosa rappresenta?
R: Mi piace il concetto di casa e non voglio che sia relegato solo a un luogo fisico. Da quando ho quel tatuaggio è come se portassi sempre casa mia con me, è ricreare un’atmosfera casalinga ovunque vada: in una stanza di albergo come a una cena.
D: Sogna una grande famiglia come quella in cui è cresciuta?
R: Sogno una famiglia, non so se riuscirò a partorire quattro figli ma in futuro li desidero sicuramente.
D: Ha un rapporto bellissimo con sua sorella Cristel e con gli altri fratelli.
R: Io e Cristel siamo cresciute insieme, anche per la vicinanza di età, ed è molto più facile legare con una coetanea, però è ovvio che amo tutti i miei fratelli e sorelle, senza confine e senza misura.
D: L’arte fa parte del suo Dna: è fotografa, attrice, modella e ora anche scrittrice. Altri sogni?
R: Si, ho tanti sogni soprattutto da quando ho aperto il vaso di Pandora. Ho altri progetti letterari ma per scaramanzia preferisco non parlarne.
D: Un romanzo?
R: Vedremo…
D: Fa la spola tra l’America e l’Italia. Come si vede il nostro Paese dall’altra parte dell’Oceano?
R: Sotto alcuni punti di vista l’Italia è rimasta un po’ indietro. Quando ho visto il Family Day ero scioccata, soprattutto ascoltando pensieri che uscivano da alcune bocche. Di positivo noi italiani abbiamo il romanticismo e il forte attaccamento alla famiglia che in America sono rari. E una bellezza architettonica imparagonabile.
D: Che ne pensa del dibattito sulle unioni civili?
R: Non capisco che fastidio possa dare questa legge. Perché due persone che si amano non possono avere una famiglia? Non impediscono agli altri di avere figli. La famiglia non è uomo e donna, ma è amore, amore e bambini.
D: In questo momento è innamorata?
R: No, lasciamo perdere questa domanda e stendiamo un velo pietoso sulla mia vita sentimentale.

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Publicato in: Attualità, Donne della settimana Argomenti: , , Data: 22-02-2016 02:21 PM


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