Nella culla della cultura

di Stefania Romani
Musei, palazzi rinascimentali, paesaggi, dolci storici: un tour alla scoperta di Mantova.

SkylineMnSarà il colpo d’occhio dei palazzi rinascimentali che si riflettono nell’acqua dei laghi, o forse il fascino dei paesaggi d’argine, spesso avvolti dalla nebbia, che fanno da cornice alle vicende di Don Camillo. Ma Mantova è stata scelta come set a cielo aperto dai più grandi registi di casa nostra, a cominciare da Luchino Visconti, Ermanno Olmi e Pier Paolo Pasolini, fino a Daniele Lucchetti e Francesca Archibugi. Tutti ammaliati dalle residenze nobiliari e dagli angoli naturalistici di una terra a misura di persona. Che, non a caso, si è aggiudicata il titolo di Capitale italiana della Cultura 2016, per il quale correvano anche città come Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto. Così, nell’antico ducato dei Gonzaga, dove a farla da padrone sono le biciclette, è stato messo a punto un calendario che da marzo a dicembre conta mille eventi, legati ad arte, archeologia, cucina, laghi, fiumi.

Fior di Loto, navigazioneSCENOGRAFIE NATURALI
Un punto di vista scenografico sui profili di Castel San Giorgio, di Palazzo Ducale e delle torri cittadine viene regalato dai laghi, che circondano la città con un assetto risalente al 1190, quando Alberto Pitentino ridisegnò il corso del fiume Mincio attorno al centro urbano: in battello o in motonave, oltre ad ammirare l’abitato, ci si può accostare all’area naturalistica del Parco del Mincio, scoprendo panorami paludosi punteggiati da canneti, tra distese d’acqua colorate da ninfee e fiori di loto. Che, portati nel Lago Superiore nel 1921, sono diventati un simbolo di Mantova, grazie all’impatto della fioritura estiva.

03_TrevisaniLA CAMERA DEGLI SPOSI DEL MANTEGNA
Il circuito a piedi può partire invece dal Castello di San Giorgio: naso all’insù, costeggiando la sua struttura monumentale, si arriva in piazza Sordello, che sembra una quinta scenica, per le dimore antiche, da un lato, e per Palazzo Ducale dall’altro, con i portici a sesto acuto, le bifore e i merli. Al suo interno, ai primi d’aprile dell’anno scorso, è stata riaperta la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna, dopo i lavori di adeguamento strutturale e antisismico, seguiti al terremoto con epicentro in Emilia, che danneggiò la torre nordorientale del Castello. Il gioiello del Rinascimento è diventato il clou di una nuova sezione espositiva, con ingresso a parte da piazza Castello: alla fine del percorso i visitatori accedono al celebre oculo con il quale Mantegna ha ‘sfondato’ il soffitto, grazie a una pittura illusionistica, con un’abilità che si ripropone anche lungo le pareti, sulle quali si snodano i membri della famiglia Gonzaga, riuniti per l’elezione di Francesco, figlio del marchese Ludovico, al soglio cardinalizio.
piazza erbeCAFFÈ LETTERARIO IN PIAZZA DELLE ERBE
Per accostarsi a una leggenda romantica, basta entrare al Museo Archeologico, dove sono custoditi gli ‘Amanti di Valdaro’, due scheletri di uomo e donna, abbracciati dal neolitico, ritrovati nel 2007 nei pressi di Mantova, dopo aver riposato sotto terra per oltre 7 mila anni.
Da piazza Sordello, attraversando il Sottoportico dei Lattonai, un angolo in pietra a vista uscito direttamente dal passato, si sbuca in piazza delle Erbe, che con la Rotonda di San Lorenzo e Palazzo della Ragione è il cuore della città. Qui bisogna far tappa da Caravatti, caffè storico foderato di specchi, che ha nel risino, un dolcetto delicato, il suo cavallo di battaglia. Per un aperitivo o un tè, a pochi passi c’è il Bar Venezia, caffè letterario che organizza in un ambiente salottiero mostre fotografiche, letture e presentazioni di libri. Del resto Mantova è anche la capitale del Festivaletteratura, no?
Mantova, Basilica di Sant'Andrea, facciata_011DALLE BASILICHE AI DOLCI
Dopo una sosta alla basilica di Sant’Andrea, luogo di culto firmato da Leon Battista Alberti, con forme e linee armoniche, appena fuori dal centro va visto Palazzo Te, progettato e dipinto da Giulio Romano come un’opera d’arte totale, in cui convivono affreschi, scultura e architettura all’insegna dell’esuberanza manierista. Ma ci sono angoli che i turisti non conoscono, come quelli nascosti lungo il Rio, il corso, in parte coperto, che taglia in due l’abitato, fra conventi, voltoni e file strette di abitazioni. E per un ricordo, vale la pena di entrare da Freddi, panificio in cui si trovano i tortelli di zucca e altri tipi di pasta fresca, o dolci tipici come la ‘sbrisolona‘ e il ‘bussolano‘ di origine contadina.

INFORMAZIONI
Potete trovare informazioni qui sulla città e sul turismo. Mantova card, 20 euro, 72 ore di validità, con accesso a 15 musei di Mantova e Sabbioneta, l’uso di mezzi e bici pubbliche, sconti in ristoranti e hotel.

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