Smart working, non ti temo

di Francesca Amé
Il lavoro da casa vi sembra faticoso e difficile? Ecco un decalogo che vi spiega come renderlo agile e piacevole: dagli spazi ai ritmi, fino all'organizzazione mentale.

lavoro da casaChe cosa si prova a poter lavorare, anche solo per un giorno, da casa o da altri luoghi che non siano l’ufficio tradizionale? Sono pronti a scoprirlo i dipendenti di oltre 150 realtà, aziende multinazionali ma anche piccole e medie, pubbliche e private, che il 18 febbraio aderiscono alla «Giornata del Lavoro Agile» proposta dal comune di Milano per il terzo anno consecutivo. Un modo per sensibilizzare aziende e dipendenti sui benefici effetti dello ‘smart working’, il lavoro agile appunto, che permette una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro e una mobilità più sostenibile.
Nonostante le passate edizioni abbiano dimostrato il successo dell’iniziativa in termini di risparmio di tempo negli spostamenti dei dipendenti, con conseguente diminuzione del traffico e dell’inquinamento e la soddisfazione dei lavoratori e delle aziende per la qualità di lavoro svolto ‘da remoto’, in Italia esistono ancora resistenze all’idea di «lavorare da casa». Alcune di queste sono strutturali alle aziende, ancorate a vecchi modelli organizzativi, altre sono strettamente psicologiche. Non tutti si sentono pronti all’home-working. «Per chi è abituato a un lavoro tradizionale il passaggio è quasi uno choc: subentra la paura della solitudine, si sente la mancanza del continuo confronto fisico con i colleghi e quella dei ritmi imposti dall’alto. Per lavorare da casa bisogna prima di tutto lavorare sulla propria autostima. Ci vogliono «disciplina e controllo», spiega Daniela Pellegrini, di professione life coach: insieme a Mammaelavoro.it organizza workshop su come lavorare da casa (qui le info pratiche sul seminario del 22 febbraio). LetteraDonna ha chiesto a Daniela Pellegrini di stilare un decalogo utile per rendere davvero agile il lavoro da casa.

TOGLIERSI I BIGODINI DALLA TESTA
Lavorare da casa non è un hobby, ma un vero e proprio lavoro: dobbiamo essere presentabili agli altri e a noi stesse. «Non è necessario mettersi il tacco 12 come per andare in ufficio ma sono vietati i pigiami, i maglioni slargati, le tute», spiega la life coach. Va quindi evitato un approccio triste o sciatto al lavoro, a cominciare dal vestiario. «Vanno bene abiti comodi e caldi, ma decorosi».

50 CENTIMETRI DI SPAZIO VITALE
Non tutti possono permettersi una stanza-studio in casa e a volte l’affitto di uno studio esterno è troppo oneroso. Per lavorare bene anche da casa, se si usa il computer, bastano 50 centimetri di spazio da tavolo: «L’importante è definire gli spazi domestici: il luogo di lavoro, che può essere una semplice scrivania in un angolo, deve essere fisso, non si può vagare tra il tavolo della sala e quello della cucina», commenta la life coach. «Bisogna poi fare anche un elenco preciso delle cose che si ha bisogno e questi strumenti, dai block-notes ai documenti, devono essere a portata di mano: non si può perdere tempo ed energie mentali per recuperare ogni volta il materiale da lavoro».

PERSONALIZZARE LO SPAZIO
Basta poco: sono sufficienti una piantina o una candela per rendere personale o accogliente un tavolo da lavoro. «Se si vive in casa con altri, ad esempio il compagno, i figli o altri amici, bisogna far sì che lo spazio da lavoro sia intoccabile, come fosse una scrivania in ufficio», suggerisce Pellegrini.

FARE IL PLANNING
Quando si lavora da casa, l’organizzazione è fondamentale. «Il consiglio è quello di stilare la domenica sera la ‘to do list’ della settimana entrante», spiega la life coach. «Va definito lo spazio-lavoro in base alle scadenze che si hanno in programma, stimando il tempo di cui si ha bisogno e considerando anche il tempo che si vuole dedicare alla famiglia o a se stesse».

STOP AL MULTITASKING
Quando si lavora da casa, specie se si deve gestire anche una famiglia, la tentazione di lavorare mentre si carica la lavatrice o si rassetta è forte: questo multitasking è fruttuoso solo in apparenza. In realtà porta via un enorme dispendio mentale, facendoci disperdere energie e generando distrazione. «Il tempo di lavoro è tempo lavoro, senza distrazioni», commenta Pellegrini.

IMPARARE A DIRE «NO»
Bisogna imparare a mettere i propri impegni davanti al resto e dire dei «no», se necessario, ad amiche o familiari invadenti che vorrebbero occupare il nostro tempo lavorativo con altro.

TROVARE SOLUZIONI CREATIVE
Può capitare che lo spazio di lavoro di casa sia invaso, specie se si hanno figli piccoli. Malattie, scioperi, vacanze scolastiche: possono essere tanti i periodi in cui ci si trova a gestire il lavoro in casa e i figli contemporaneamente. «Il mio suggerimento è di trovare soluzioni creative: si può chiedere ai bambini di ‘far finta’ di lavorare anche loro, di fare un disegno, a volte li si può distrarre con un po’ di tivù o con il tablet. Ma sono situazioni di emergenza, non la routine», avverte la life coach.

FARE RETE
Se è la solitudine a fare paura, ci si può iscrivere a un coworking, magari anche solo un giorno alla settimana. «Suggerisco anche di tessere proficue relazioni sui social con persone che fanno lavori simili: la condivisione è sempre utile», spiega Pellegrini.

AUTODETTARSI I RITMI
Se in un ufficio tradizionale ci pensa il capo a dare il ritmo del lavoro e la giornata è scandita da una serie di momenti tradizionali (compresa la macchinetta del caffè), anche a casa è importante darsi dei ritmi, stabilendo quante ore lavorare, eventuali pause, quali spazi dedicare ai social on e offline.

STACCARE LA SPINA
Una delle difficoltà di lavorare da casa è gestire i confini tra lavoro e vita privata. «Bisogna imparare a darsi delle regole con la pratica: se un cliente chiama sempre alle 21, per esempio, si comincia a non rispondergli. Cambierà presto abitudine», spiega la life coah. «Il fatto di lavorare da casa non significa che bisogna essere produttive 24 ore al giorno. Il suggerimento è di evitare di lavorare nel week-end o comunque di ritagliarsi, almeno per due giorni la settimana, del tempo libero per il proprio piacere».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 18-02-2016 11:34 AM


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