La donna delle unioni civili

di Giulia Mengolini
L'11 maggio ha vinto la sua battaglia per i diritti lgbt, quando il testo è finalmente diventato legge. Ma cosa sappiamo di Monica Cirinnà? Dalla carriera universitaria agli animali, ritratto della deputata dem.

++ Unioni civili: Camera conferma fiducia, 369 sì ++«Un po’ sbiadita per la luce che ancora inonda Roma», scriveva l’11 maggio sul suo profilo Facebook Monica Cirinnà (qui la nostra intervista) a fianco della foto della Fontana di Trevi, sovrastata da una bandiera arcobaleno proiettata sopra. Una luce che che illuminava la capitale dopo l’approvazione del ddl sulle unioni civili con 372 voti a favore.
Una lunga e appassionata battaglia vinta dalla senatrice democratica dopo anni di lavoro, battute di arresto e momenti di sconforto che hanno rischiato di farle gettare la spugna. Come a febbraio la retromarcia del Movimento 5 stelle sul cosiddetto ‘super canguro’. «Se la legge sulle unioni civili diventa una schifezza sono pronta a togliere la firma e a lasciare la politica», aveva promesso. Quella spugna, però,  non l’ha gettata, nonostante il testo sia stato approvato senza la stepchild adoption. «Questa legge non è la miglior legge possibile, ma è un grande passo per il riconoscimento di tutti i diritti».

UNIVERSITÀ E POLITICA
Nata nella Capitale il 15 febbraio 1963, Cirinnà frequenta il liceo classico prima di iscriversi alla facoltà di Legge e laurearsi in giurisprudenza. Per dieci anni ricopre il ruolo di assistente universitaria, poi, quando il professore per cui lavorava lascia l’ambito accademico, sceglie di abbandonare la carriera universitaria per dedicarsi all’altra sua passione: la politica. I temi che le stanno più a cuore sono i diritti delle donne, l’ambiente, e il mondo animalista (nel 1991 fonda l’ARCA, Associazione Romana Cura Animali). Il 1993 è l’anno in cui Cirinnà viene eletta come consigliere comunale nel partito dei Verdi che all’epoca sosteneva la candidatura di Francesco Rutelli a sindaco di Roma.Viene nominata consigliera delegata alle Politiche per i Diritti degli Animali e vicepresidente della Commissione Ambiente. Nel 1997, al suo secondo mandato al Comune di Roma, viene nominata Presidente della Commissione delle Elette, un’esperienza che la porta a occuparsi in prima persona dei problemi connessi al mancato riconoscimento di molti diritti delle donne e alla valorizzazione delle differenze di genere. Nel corso del terzo mandato, nel 2001, con Walter Veltroni sindaco, le assegnano la delega dell’Ufficio Diritti degli animali, oltre alla carica di vicepresidente vicaria del Consiglio comunale.

20 ANNI IN CONSIGLIO COMUNALE, POI IL SENATO
«Gli anni più difficili, umanamente e politicamente, sono stati indubbiamente quelli con Gianni Alemanno sindaco, quando eletta per la quinta volta al consiglio comunale, sono stata per la prima volta all’opposizione», racconta la deputata dem sul suo sito. «In quegli anni, anni di battaglie durissime, sono stata l’unica donna eletta nel Partito democratico a Roma».
Dopo un ventennio trascorso al Comune della Capitale, Cirinnà, sostenuta dai romani, nel 2013, anno in cui comincia la sua battaglia parlamentare che spaccherà il Paese, viene eletta in Senato con il Partito democratico: viene assegnata alla Commissione di Giustizia dove porta avanti la sua  battaglia contro la corruzione (firmando il ddl del Presidente del Senato Pietro Grasso), per legittimare le scelte alimentari vegetariane e vegane e per regolamentare la vita delle coppie eterosessuali. Un testo, quello che ha preso il suo nome, concepito per riconoscere i diritti di tutti, indistintamente: «Voglio portare questa battaglia fino in fondo per dare al nostro Paese una legislazione moderna e avanzata, vicina ai bisogni delle persone, che riconosca con piena legittimità e dignità le tante forme di famiglia presenti nella nostra società».

IL MARITO COLLEGA E L’AMORE PER GLI ANIMALI
Cirinnà è sposata dal 2011 con Esterino Montino, suo collega di partito e senatore dal 2001 al 2008, con cui condivide tutte le sue passioni: quella per la natura e gli animali, i viaggi e il buon cibo. La politica non è infatti la loro unica vocazione: la coppia – conosciutasi nel 1993 in Campidoglio –  è proprietaria di un’azienda agricola in Maremma Toscana che produce vino e prodotti gastronomici. Cirinnà non ha figli biologici, ma considera figli suoi i quattro del marito. Gli animali nella loro vita non mancano: la coppia ha quattro cani, altrettanti gatti e due cavalli.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 13-05-2016 11:00 AM


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