In Iran il petrolio è rosa

Marzieh Shahadaie è la nuova managing director della National Petrochemical Company che fa capo al governo di Teheran. Una nomina che, però, fa notizia solo in Occidente.

iran-oilUna donna misteriosa a capo del colosso petrolchimico iraniano NPC. Si chiama Marzieh Shahadaie, ma di lei non si sa praticamente nulla. Pochissimi i dati biografici reperibili sulla donna, che prima della clamorosa promozione era responsabile del settore progetti per la NPC.

È UN PAESE PER DONNE?
La notizia stupisce in Occidente. Siamo abituati ai reportage di giornaliste che raccontano un Paese zeppo di molestatori, e tendiamo ad associare l’immagine della donna islamica, con tanto di chador, all’idea di sottomissione. E, invece, pare che l’Iran stia dando sempre più spazio alle donne, giovani o meno che siano, tanto che alla nomina della Shahadaie è stata data pochissima visibilità sui media. Leila Araghian aveva appena 27 anni quando ha progettato il famoso ponte Tabiat, mentre la 31enne Elham Hassanzadeh viene indicata come l’interlocutrice fondamentale per tutti gli stranieri che vogliono investire nel settore energetico iraniano.

ESPANSIONE PETROLCHIMICA
Shahadaie, intanto, sembra avere già le idee chiare sul futuro della NPC. Ora che l’Iran è libero dall’embargo, vuole triplicare la produzione petrolchimica passando dai 60 milioni di tonnellate attuali ai 180 futuri. L’obiettivo è attrarre un gran numero di investitori stranieri, che siano in grado di portare investimenti annuali per una cifra che oscilla tra gli 8 e i 10 miliardi.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 15-02-2016 06:42 PM


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