Berlinale, decidono le donne

Nella giuria della 66esima edizione del Festival cinematografico, presieduta dalla magnifica Meryl Streep, siedono tre uomini e quattro donne: scopriamole.

International Jury - Photocall - 66th Berlin Film Festival

È Meryl Streep la presidente di giuria della 66esima edizione del Festival di Berlino, la prestigiosa kermesse cinematografica che anima la capitale tedesca dall’11 al 21 febbraio.
«Inclusione è il tema più forte. Sono molto impegnata per quanto riguarda l’uguaglianza di etnie, sesso e religione. E questa giura è una prova del fatto che, almeno numericamente, questo è accaduto; siamo quattro donne contro tre uomini, ma con la differenza che il mio voto vale doppio», ha raccontato l’attrice. Fare parte della giuria «è una cosa che mi piace molto, la gestirò come una imprenditrice, da boss come faccio già in famiglia». In giuria insieme alla Streep ci sono l’italiana Alba Rohrwacher, l’attore inglese Clive Owen; il critico cinematografico inglese Nick James, l’attore tedesco Lars Eidinger, la fotografa francese Brigitte Lacombe e la regista polacca Malgorzata Szumowska.

attends a premiere for 'Blood Of My Blood' during the 72nd Venice Film Festival at  on September 8, 2015 in Venice, Italy.

MERYL STREEP
Sul difficile lavoro di giurata, Meryl Streep ha spiegato: «Bisogna prendere le decisioni non sulla base delle nostre teste, ma su quelle del cuore. In questo senso ho pregato gli altri giurati di non leggere le brochure dei film prima e di non documentarsi neppure troppo sui registi. E questo per essere freschi, aperti alla visione». «La cosa peggiore che mi possa capitare? Un giurato che mostra apertamente di essere annoiato. La noia ce l’hanno solo i noiosi e io la trovo insopportabile».
Vincitrice di tre premi Oscar, Meryl Streep siede per la prima volta nella giuria di un Festival del cinema. Alla Zeit si è anche lasciata andare a una critica all’ambiente della produzione cinematografica internazionale e della critica riguardo alla scarsa attenzione verso film con attrici donne: «La verità è che, almeno negli Stati Uniti, dalle scuole di cinema escono tante donne e tante donne vincono premi nei film al debutto», ha detto, concludendo che se il loro lavoro non viene poi più considerato, «è un errore degli studios, dei critici, dei blogger, degli esperti di cinema e degli agenti».

ALBA ROHRWACHER
Un insegnamento recepito alla lettera da Alba Rohrwacher. «Meryl Streep ci ha chiesto di arrivare alle proiezioni stampa senza sapere troppo di ciò che andremo a vedere, e questo per arrivare freschi e liberi al giudizio. Ho partecipato molte volte a questo Festival», ha aggiunto la Rohrwacher, «e ci sono un po’ abituata. L’anno scorso ero qui a Berlino con il film di Laura Bispuri, Vergine giurata, e sono stata anche qui anni fa come shooting star». Il criterio più giusto per valutare un film, conclude l’attrice, «è il fatto che ci possa sorprendere». L’attrice italo-tedesca, classe 1979, nel corso della sua carriera cinematografica ha ottenuto prestigiosi premi, tra cui due David di Donatello, un Nastro d’argento, due Globi d’oro e tre Ciak d’oro (di cui uno come Rivelazione dell’anno), la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile e tre Premio Pasinetti alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il papà di Giovanna, La solitudine dei numeri primiHungry Hearts e Io sono l’amore sono solo alcuni dei film in cui ha lavorato Rohrwacher.

BRIGITTE LACOMBE
In giuria siede anche una fotografa, Brigitte Lacombe. Classe 1950, francese trapiantata a New York, nel 2015 ha fatto molto parlare di sè per la sua mostra Brigitte Lacombe: Complicities, con cui ha portato nella Grande Mela alcuni dei ritratti più iconici della sua carriera quarantennale. Scatti di celebri registi, attori, artisti dal 1977 a oggi: alcuni in posa, altri immortalati durante le riprese di un film, da Julia Roberts ad Andy Wharol. I suoi lavori sono stati pubblicati su riviste del calibro di Vanity Fair, The New Yorker, GQ, New York Magazine.

MALGORZATA SZUMOWSKA
Al tavolo dei giurati della Berlinale c’è anche Małgorzata Szumowska, regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica polacca nata a Cracovia nel 1973. I suoi film hanno ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti: ha vinto il  Pardo d’argento al Festival di Locarno per 33 Scenes from Life e un Teddy Award alla Berlinale per In the name of… Sia il suo primo che il suo secondo film Happy Man e Stranger sono stati nominati per gli European Film Awards come scoperte dell’anno. In Polonia ha ricevuto i più importanti premi cinematografici. Il suo ultimo film Body al Festival di Berlino 2015 ha ricevuto l’Orso d’argento per la miglior regia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia un Commento

*