Ballando contro la violenza

di Paola Medori
A tu per tu con Nicoletta Corradini, coordinatrice italiana di One Billion Rising, diventato la più grande manifestazione di massa della storia. «Un miliardo di donne e uomini che danzano è una rivoluzione».

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«Un miliardo di donne violate è un’atrocità. Un miliardo di donne e uomini che ballano è una rivoluzione». Parole di Eve Ensler, scrittrice americana nota per aver scritto I Monologhi della vagina, che ha trasformato una visione ambiziosa in realtà: il movimento One Billion Rising, una manifestazione globale per smuovere le coscienze contro ogni forma di sopruso. Nicoletta Corradini, coordinatrice italiana di One Billion Rising, ha spiegato a LetteraDonna come la rivoluzione colorata sia nata da «una volontà globale di porre fine alla violenza (di genere, razziale, economica, ambientale) che si intreccia con la violenza contro le donne». Da qui è partita l’ispirazione per il VDAY. Dal 2013 nel giorno di San Valentino un miliardo di donne e uomini ballano insieme in tante città del mondo. La musica, la danza e l’arte, quindi, pensati come strumenti di educazione e giustizia sociale. In un momento difficile per le donne, spiega Corradini, «è necessario agire ora e agire con urgenza e usare tutta la nostra creatività, tutta la nostra volontà politica, tutta la nostra solidarietà per cambiare il mondo».

DOMANDA: «One Billion Rising Italia» è il punto di riferimento per l’Italia del movimento globale iniziato nel 2013 diventato la più grande manifestazione di massa della storia. Come è nata l’idea?
RISPOSTA: Ispiratrice e ideatrice di questo movimento è Eve Ensler, l’autrice de I Monologhi della vagina, con cui diede inizio a un nuovo dibattito globale sulla violenza, i diritti, il razzismo, le disuguaglianze economiche e le guerre dichiarate sui corpi delle donne in tutto il mondo. Quello che era cominciato come un’opera teatrale sul corpo delle donne, si è trasformato in un movimento guidato da attivisti, attori e artisti.
D: Cosa è successo il 14 febbraio 2013?
R: Nel 2013 in oltre 200 nazioni è stato lanciato l’appello a riunirsi il 14 febbraio, giorno del il V-Day , nelle strade e nelle piazze delle città, danzando fino alle aule dei Parlamenti, per chiedere di porre fine alla violenza sulle donne. Quel giorno donne, uomini e bambini hanno risposto all’appello creando un nuovo movimento globale, One Billion Rising, nato per contrastare il drammatico dato stimato dalle Nazioni Unite: un  miliardo di donne (una donna su tre) è stata picchiata o stuprata nel corso della sua vita. Un progetto continuato negli anni successivi con la volontà di chiedere attenzione e cambiamento.
D: Cosa avete organizzato nel 2016 per questo quarto appuntamento?
R: Abbiamo invitato tutti i gruppi partecipanti delle scorse edizioni e molte altre nuove associazioni, nuovi gruppi e scuole hanno raccolto l’invito a manifestare la volontà di cambiamento, scegliendo la danza, l’arte, la musica e la poesia come segno di sfida e di celebrazione.
D: Cosa vedremo nello specifico?
R: L’elenco degli eventi che animeranno questa giornata di festa e di impegno è ricco e ampio. Cortei, concerti, flashmob, danze, spettacoli, proiezioni e canti. One Billion Rising Revolution è una rivoluzione che comincia dal corpo. È spontaneità e rumore, energia, ritmo di tamburi, per trasformare il dolore in potere, per affermare che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino.
D: Quale sarà il tema di San Valentino 2016?
R: Quest’anno in particolare rivolgiamo la nostra attenzione verso coloro che vivono una condizione di paura ed emarginazione come le donne migranti, che, costrette ad abbandonare la loro terra e la loro vita per sfuggire a guerre e condizioni di vita inaccettabili, subiscono violenza fisica e psicologica durante i loro lunghi e dolorosi spostamenti.
D: Si può fermare la violenza con la gioia?
R:
Sulle note dell’inno Break the Chain al centro della manifestazione ci saranno poesia, testi, musica di tamburi, e danze popolari per spezzare le catene della violenza e dimostrare che è possibile farlo lanciando un messaggio politico con gioia. La danza è una delle più potenti forze sulla Terra e noi abbiamo solo iniziato a sfruttarne il potenziale. La danza è sfida. È gioiosa e rabbiosa. È contagiosa e libera, fuori dal controllo di Stati e corporazioni.
D: Tante città in Italia e nel mondo si riuniscono utilizzando ogni forma d’arte contro ogni violenza. Quante adesioni ci sono state?
R: Il 14 febbraio (e già il 13 in alcune città) centinaia di piazze, strade, scuole, centri commerciali e  luoghi di aggregazione da Nord a Sud saranno pacificamente invasi nel nome del rispetto, inalienabile e inviolabile, che ognuno deve alle donne.
D: Quale sarà l’iniziativa più originale?
R: Sono tanti i ragazzi e le ragazze che danzeranno nelle scuole. Tra le varie iniziative in programma a Lecce ci sarà un flashmob in carcere con le detenute di Borgo San Nicola, dove le ragazze della sartoria dell’associazione ‘Made in carcere’ hanno preparato fiori rossi da indossare sui capelli come simbolo dell’One Billion Rising 2016.
D: Cosa succederà a per esempio a Roma e a Milano?
R: Sono previsti due flashmob. Uno coloratissimo nel cuore di Roma, ai Giardini di Piazza Vittorio Emanuele II, tenuto dalle donne per le donne e i bambini migranti. Mentre a Milano in Piazza della Scala vedrete un flashmob durante il quale verranno letti i testi più significativi di Eve Ensler.
D: «Ci sono vagine in sala?», gridava nel 1994 Eve Ensler. Le donne sono ancora considerate strumenti sessuali?
R: Per un vero cambiamento culturale devono essere monitorati: il linguaggio verbale, le immagini della pubblicità e bisogna denunciare le violazioni. Eve Ensler ci ricorda che «nel nostro corpo c’è una capacità incredibile di immaginare e creare. E se riusciremo a liberare tutta la nostra energia potremo creare un mondo che non abbiamo mai visto fino ad ora».
D: Vi occupate delle donne emarginate che subiscono violenza. In Italia il numero di casi però non sembra arrestarsi.
R: La violenza è radicata all’interno della famiglia. In Italia una donna su tre, tra i 17 e i 70 anni, ha subito atti di violenza fisica, psicologica, sessuale, spesso ripetuti, da parte del partner o ex partner o da un familiare. L’uccisione è per la maggior parte delle donne l’atto finale di azioni violente ripetute e persecutorie .
D: Nel resto del mondo la condizione delle donne sta migliorando?
R: Migliaia di città in tutto il mondo si sono sollevate, sia in Europa che in Paesi come la Siria, il Congo, l’Iraq e l’Iran, dove le donne rischiano la propria vita per scendere a manifestare nelle strade. In Perù, due squadre di calcio campo hanno giocato indossando la maglietta di One Billion Rising. Mentre in India centinaia di migliaia di risciò hanno portato un cartello con su scritto «La mia religione è rispettare le donne».
D: Migrazione: un esodo che spinge milioni di persone a cercare di salvarsi, trovando molto spesso la morte in mare. Cosa pensa del fenomeno?
R: Il mare è esondato ovunque invadendo le nostre strade con il suo carico di corpi offesi, vivi e morti, alimentando paure, rabbia e diffidenza. Respingimento e repressione non potranno arrestare il popolo migrante. Il suo non è uno spostamento dovuto alla ricerca di una vita migliore, ma l’esodo di chi tenta di salvare la propria vita. L’obiettivo è praticare esperienze civili e sociali nuove, improntate a politiche e forme di governo ‘altre’. Bisogna concepire strumenti di cambiamento che considerano preziosa la vita di ogni singola persona.
D: Il governo italiano e l’Europa come possono trovare una soluzione per fare rispettare effettivamente i diritti umani?
R: Le soluzioni spettano agli organi deputati, ma è fondamentale che la società civile continui a tenere alta l’attenzione sul tema del contrasto alla violenza sulle donne che è un problema che investe tutti gli ambiti. L’assenza di un Ministro delle Pari Opportunità è molto grave e non aiuta a raggiungere obiettivi e portare cambiamenti culturali assolutamente necessari.
D: Il 14 febbraio è San Valentino: quale regalo o promessa dovrebbe fare un uomo alla propria compagna?
R: Ogni essere umano dovrebbe donarsi all’altro. Donare rispetto e amore, non fiori e cioccolatini. Scendere per strada insieme in un vero atto d’amore, gioioso, celebrato dalle donne insieme agli uomini che le rispettano, con la volontà di manifestare insieme per chiedere un mondo in cui le donne possano vivere al riparo dalla violenza e dall’abuso.
D: Voi siete riusciti a far cambiare le leggi e a ottenere risultati concreti?
R: One Billion Rising ha motivato i legislatori a rendere prioritario l’impegno a porre fine alla violenza contro le donne, attraverso l’adozione e la rapida applicazione di leggi. In Bosnia, le manifestazioni hanno contribuito ad un importante indagine sugli stupri in tempo di guerra. In Zimbabwe 2 mila donne condannate per delitti passionali sono state aiutate ad uscire di prigione. Siamo consapevoli che stiamo attraversando una fase estremamente grave per le donne e per il pianeta ed è necessario agire ora e farlo con urgenza usando tutta la nostra creatività, tutta la nostra volontà politica, tutta la nostra solidarietà per rivoluzionare e cambiare il mondo.

Elenco eventi VDAY:
onebillionrisingitalia.tumblr.com/post/137274605461/associazioni-elenco

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 12-02-2016 06:07 PM


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