«Così canto la tragedia dei migranti»

di Paola Medori
Intervista a Irene Fornaciari, a Sanremo 2016 con il brano Blu, tratto dall'album Questo Tempo. Ecco come racconta le sue esperienze al festival e cosa risponde a chi l'accusa di essere raccomandata.

©_ANGELO_TRANI«Dimmi dove si nasconde la promessa libertà, questi fiori fra le onde chiedono pietà non più guerre e religioni ma un’altra vita un sogno in più», sono alcune parole tratte dal brano Blu che Irene Fornaciari, classe 1983, porterà sul palco del Festival di Sanremo, dove, nel 2016, torna per la quarta volta. Il testo, scritto da Irene, racconta il dramma dell’immigrazione, degli sbarchi sulle spiagge, ed è nato dopo aver visto la tragica foto di Aylan, il bambino siriano di tre anni annegato nelle acque dell’Egeo. «Siamo abituati a vedere uomini, donne e bambini che muoiono nel mare, come se fosse un film, ma in realtà è una tragedia. Dovremmo imparare a metterci un po’ nei loro panni». La canzone è contenuta in Questo Tempo, il nuovo disco di inediti la cui pubblicazione è prevista per il 12 febbraio. Noi di Letteradonna abbiamo chiesto alla cantante di Pietrasanta di parlarci del suo nuovo lavoro: un viaggio in musica che esplora passioni e sentimenti umani, dal rapporto tra gli uomini a quello con Dio, passando anche per nuove tonalità e contaminazioni diverse. Perché oggi Irene si sente «una donna più forte e coraggiosa rispetto al passato, che si mette in gioco e a cui piacciono le sfide. Ogni disco che esce è lo specchio di quello che sei».

IreneFornaciari-COPERTINAmDOMANDA: Quest’anno torna per la quarta volta al Festival di Sanremo, come si sente?
RISPOSTA: Ogni volta è come se fosse la prima. Sto rivivendo tutte le emozioni che ho vissuto nelle scorse edizioni del Festival. Sono in ansia ma nello stesso tempo felice di portare la mia canzone. E non vedo l’ora di salire su quel palco!
D: L’emozione sul palco poi passa o è sempre come la prima volta?
R: Per fortuna è sempre come la prima volta. È proprio ciò che serve per interpretare la canzone e, nello stesso tempo, farla arrivare al cuore della gente.
D: Cosa risponde a coloro che, dopo l’annuncio del cast di Sanremo, l’hanno criticata, lasciando intendere che in qualche modo è raccomandata?
R: Lo hanno detto sempre. Da quando ho iniziato a cantare il primo commento è stato: quella è «la figlia di…» ma ormai non ci faccio più caso. Anzi mi dà la carica per andare avanti e ho voglia di dimostrare alla gente che si sbaglia. Anche per questo motivo cerco di suonare dal vivo il più possibile. Sul palco c’è la verità, rispetto allo studio dove la voce può essere anche modificata con la tecnologia.
©_ANGELO_TRANID: In gara con il brano Blu, un testo poetico rivolto al dramma delle tragedie in mare. Che cosa pensa di questa ondata migratoria e della morte di tutti quei bambini innocenti a cui sembriamo quasi ormai assuefatti?
R: Quello che mi fa più soffrire è proprio il fatto che ci sia una disumanizzazione e spersonalizzazione dei migranti. Ci si riferisce alla migrazione come «fenomeno», senza pensare alle persone che hanno una vita, una dignità e una storia. Siamo abituati a vedere uomini, donne e bambini che muoiono nel mare, come se fosse un film, ma in realtà è una tragedia. Dovremmo imparare a metterci un po’ nei loro panni. Lo so che è difficile perché l’essere umano è per sua natura portato a pensare a se stesso. Ma bisogna iniziare a farlo.
D: Che rapporto ha con i più deboli?
R: Cerco di stare sempre dalla loro parte.
D: È attiva sul campo? In che modo?

R: In questi anni mi è capitato di fare tanti concerti di beneficienza, di dare un aiuto e un contributo direttamente con la mia musica. Ovviamente noi cantanti abbiamo la responsabilità, ma anche l’onore, di portare dei messaggi attraverso le nostre canzoni per sensibilizzare e far riflettere la gente. In questo senso cerchiamo di cambiare le cose.
D: Il 12 febbraio esce il suo quinto album di inediti, Questo Tempo. Che cosa si deve aspettare il pubblico?
R: Questo album a livello di sonorità è molto diverso rispetto a quanto ho proposto finora, perché sono passati 4 anni dall’ultimo e in tutto questo tempo sono cambiata, mi sono evoluta. Sono stata influenzata dalla musica dei London Grammar e Lana Del Rey, che hanno contaminazioni elettroniche unite al pop e al soul. Questo disco è un’esortazione a godermi il mio presente perché ho capito che è dal nostro presente che si costruisce il futuro.
©_ANGELO_TRANID: Quali temi ha voluto affrontare?
R: L’album, da questo punto di vista, è variegato. I brani sono legati da un filo conduttore: l’immagine di una donna più forte e coraggiosa rispetto al passato, che si mette in gioco e a cui piacciono le sfide. Ogni disco che esce è lo specchio di quello che sei.
D: Tra le canzoni anche «Il giorno perfetto». Per Irene qual è, o quale è stato?
R: Anche se questa canzone è un’ode al sesso, che per me è una parte fondamentale della vita, il mio giorno perfetto è quando riesco a toccare la felicità, quando durante un concerto sento che la gente si emoziona, canta le mie canzoni, si diverte e balla.
D: Ha esordito nel 2003 interpretando Myriam, sorella maggiore di Mosè nel musical I dieci comandamenti. Le piacerebbe fare di nuovo un musical e in quali vesti?
R: Il musical è stato il mio primo lavoro di un certo rilievo, un’esperienza importante e una grande scuola. Però non lo rifarei, perché con non c’è quel contatto diretto con il pubblico di cui ho bisogno. Comunque mai dire mai, visto che adoro il genere. Se potessi scegliere mi piacerebbero: The Rocky Horror Picture Show e Jesus Christ Superstar.
D: Suo papà, Zucchero, cosa le ha consigliato?
R: Semplicemente mi ha detto: «Cerca di emozionarti mentre canti, vai all’essenza della canzone senza pensare che milioni di italiani ti stanno guardando, altrimenti diventa difficile rimanere concentrati».
D: Con quale artista vorrebbe duettare?
R: Mi piacerebbe incontrare e duettare con Tina Turner, questo è il mio più grande sogno!
D: Ispirata da sempre da Janis Joplin, che cosa l’ha colpita di questa grande interprete?
R: Aveva un carattere strepitoso e una grinta nella voce che era lo specchio della sua anima. Ho amato il fatto che si buttasse, che mettesse passione e tutta se stessa nella musica. Poi credo che fosse una donna a cui non interessavano i commenti degli altri e andava dritta per la sua strada.
D: E in cosa le piacerebbe assomigliarle?
Invidio tantissimo, oltre alla sua passionalità,  il timbro di voce unico e graffiante. Lei è stata una grande fonte di ispirazione.
D: Oltre alla musica, quale sono le sue passioni segrete?
R: La mia grande passione è l’equitazione, che ho dovuto abbandonare per dei dolori alla schiena. Conduco una vita molto semplice, tranquilla, e passo il mio tempo con gli amici.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 08-02-2016 06:05 PM


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