Le ragazze votano Sanders? «Colpa degli ormoni»

Le icone del femminismo Madeleine Albright e Gloria Steinem con uno scivolone criticano le giovani che non appoggiano la candidatura di Hillary Clinton preferendole il senatore socialista: «Quando sei giovane cerchi i ragazzi, e i ragazzi sono nel team di Bernie».

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Per vedere una donna presidente degli Stati Uniti «hanno tutta la vita davanti»: questo si dice per spiegare il motivo secondo cui la candidata per la nomination democratica Hillary Clinton non sembra fare breccia tra le giovani elettrici democratiche, che invece accorrono in massa a sostenere il senatore ‘socialista’ Bernie Sanders. La campagna elettorale di Hillary non è infatti decollata tra i giovani e la conferma è giunta nero su bianco dai caucus dell’Iowa dove una schiacciante maggioranza di ragazzi le ha preferito il senatore del Vermont.

«IL MOTIVO? I RAGAZZI SONO CON BERNIE»
Così il ‘campo Hillary’ si interroga sul tema e si mobilita, al punto che la storica femminista Gloria Steinem, in quello che sembra un eccesso di zelo, è incappata pure in uno scivolone non da poco quando ha osservato che le ragazze «vanno dove ci sono i ragazzi». «Le donne diventano più radicali quando perdono potere. Sono più attiviste quando crescono. E quando sei giovane cosa pensi? Pensi ‘dove sono i ragazzi?’. E i ragazzi sono con Bernie». Dichiarazioni che lasciano perplessi, considerando che a pronunciarle è un’icona del femminismo. Quello di Steinem sicuramente voleva essere un modo per spronare le giovani millennial a considerare l’importanza di votare una donna per la presidenza degli Stati Uniti, ma il suono di quelle parole è risultato fastidioso per molte orecchie tanto che la femminista è stata poi costretta ad aggiustare il tiro, specificando sul suo profilo Facebook che non intendeva affatto sminuire l’impegno politico delle giovani generazioni di donne.

«UN POSTO ALL’INFERNO PER LE DONNE CHE NON SI AIUTANO»
Dopo Steinem, è scesa in campo anche Madaleine Albright, la prima donna segretario di Stato in America, che è comparsa accanto aHillary Clinton in New Hampshire proprio per sottolineare che, se è di ‘rivoluzione’ che stiamo parlando, (Sanders corre al grido di ‘rivoluzione politica’ ndr), allora eleggere la prima commander in chief donna sarebbe rivoluzionario eccome. E il messaggio è ancora una volta rivolto in particolare alle giovani donne: «Possiamo tutte raccontare la nostra storia su come abbiamo superato gli ostacoli e molte di voi giovani donne penserete che è fatta. No, non è fatta», ha detto Madelene Albright e poi ha incalzato : «Sappiate che c’è un posto specifico all’Inferno per le donne che non si aiutano l’un l’altra». Come aveva fatto già nel 2008, Hillary Clinton fino a ora è stata cauta nel ‘giocarsi’ la carta della donna che corre per la presidenza, ha piuttosto evidenziato la convinzione di essere la «persona giusta» per guidare il Paese, ma di recente l’argomento emerge con maggiore frequenza e, ha ammesso in televisione due giorni fa, una sua vittoria alle presidenziali sarebbe una «vittoria storica».

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