«Utero in affitto? Nemmeno con i cuccioli di cane»

Dopo Ornella Vanoni, anche Marina Ripa di Meana dice la sua su matrimoni omosessuali, unioni civili e stepchild adoption. Definendo il gay pride come una baracconata.

ITALY-CINEMA-VENICE-FILM-FESTIVALDopo le accuse di Ornella Vanoni rivolte agli omosessuali che indossano mise considerate troppo trasgressive, tocca a Marina Ripa di Meana dire la sua su unioni civili, matrimoni gay e uteri in affitto. E quando le chiedono se considera il gay pride come una baracconata, la risposta è netta: «Sì».

«GAY PROMISCUI»
Intervistata da Gay.it, Marina ha voluto precisare di avere tanti amici omosessuali: «Io amo i gay. I gay sono i miei migliori amici». Ma si oppone decisamente alla stepchild adoption inserita nel ddl Cirinnà e alla pratica dell’utero in affitto. I motivi? Tra i più svariati: prima la presupposta promiscuità dei gay (convinzione basata unicamente sul suo giro di amicizie), poi il fatto che «ci sono tanti problemi nelle famiglie tradizionali, figuriamoci se ci si mettono anche le famiglie gay».

PALADINA DELLA FAMIGLIA REGOLARE
Tranchant il giudizio su chi sostiene la pratica dell’utero in affitto: «Io li trovo dei maniaci. Non si strappano i cuccioli di cane, dalle mamme, prima dei due mesi, figuriamoci dei bambini». La famiglia «regolare», come la chiama lei, ha trovato una nuova paladina.

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