Jacqueline è stata graziata

Dopo aver ricevuto le figlie e gli avvocati della donna all'Eliseo, François Hollande ha riconosciuto un regime di libertà 'condizionata' alla 66enne francese condannata a dieci anni di carcere per l'omicidio del marito violento.

XVM904cf6c8-a59f-11e5-9754-1b9e01867276François Hollande ha concesso la grazia a Jacqueline Sauvage, riconoscendole un regime di libertà ‘condizionata’. «Di fronte a una situazione umana eccezionale il presidente ha voluto rendere possibile nei tempi più brevi il ritorno di Jacqueline Sauvage dalla sua famiglia, nel rispetto dell’autorità giudiziaria», ha affermato l’Eliseo.

LA CONDANNA IN APPELLO
La 66enne francese era stata condannata in appello, il 3 dicembre 2015, a dieci anni di carcere per aver ucciso suo marito con tre colpi di fucile. La storia della donna, vittima durante il matrimonio di ricorrenti abusi, aveva attivato una grande mobilitazione in Francia per chiedere che venissero modificate le norme della legittima difesa e le fosse concessa la grazia (prevista dall’articolo 17 della Costituzione francese).

LA RICHIESTA DI GRAZIA DELLE FIGLIE
«Signor Presidente, nostra madre ha sofferto per tutti i lunghi anni del suo matrimonio, è stata vittima del potere di nostro padre, un uomo violento, dispotico, perverso e incestuoso». Queste le parole con le quali le tre figlie della donna, Sylvie, Carole, e Fabienne, avevano presentato richiesta di grazia al presidente francese, il quale aveva ricevuto, per la stessa causa, anche una domanda firmata da 50 deputati. Hollande aveva affermato di aver «preso atto» delle numerose comunicazioni e aveva accettato di ricevere all’Eliseo le figlie e gli avvocati della Sauvage.

LE CONTINUE VIOLENZE
Jacqueline ha incontrato e sposato Norbert Marot quando era ancora un’adolescente. Quattro figli e una vita a Selle-sur-le-Bied, un comune francese nel dipartimento del Loiret. Quella della coppia però, non è mai stata un’unione serena: in 47 anni, la donna è stata costretta (senza mai denunciare) a subire molteplici violenze e negli ultimi tempi, tra il 2007 e il 2012, era stata ricoverata quattro volte in ospedale per le ferite riportate dalle aggressioni. Non solo. Due delle figlie della donna sono state vittime di abusi sessuali da parte del padre durante l’adolescenza (ma questo Jacqueline l’ha saputo soltanto dopo la morte dell’uomo).

L’OMICIDIO
Una situazione insostenibile per la donna, descritta durante il processo come una persona molto isolata, «tenuta in ostaggio». Dopo l’ennesima violenza (che aveva coinvolto anche il figlio), il 10 settembre 2012, Jacqueline ha caricato il fucile e ha colpito tre volte il marito, mentre era seduto in terrazza.

SOLIDARIETÀ ANCHE SU CHANGE.ORG
In moltissimi avevano dimostrato solidarietà alla donna. Tra questi, anche il sindaco di Parigi Anne Hidalgo, François Fillon e l’eurodeputato Jean-Luc Mélenchon. Per chiedere la grazia era stata aperta anche una raccolta di firme su Change.org, che ha raggiunto più di 380 mila adesioni.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , , Data: 29-01-2016 08:00 PM


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