«O faccio la madrina, o voto le adozioni gay»

La deputata di Forza Italia Nunzia De Girolamo non potrà prendere parte al battesimo della nipote perché sposata solo con rito civile. Così ha deciso di scrivere a papa Francesco, annunciando un clamoroso sostegno al ddl Cirinnà.

Rai1 - Trasmissione tv "Porta a Porta"A volte, ci sono temi, drammi e battaglie di cui comprendiamo la portata solo quando ci toccano da vicino. È un po’ quello che è successo a Nunzia De Girolamo: la deputata di Forza Italia, fino ad oggi tra gli oppositori al ddl Cirinnà sulle unioni civili e sulla stepchild adoption, minaccia un clamoroso cambio di rotta. Il motivo? Un parroco di Benevento le avrebbe proibito di fare da madrina a sua nipote, insieme al marito, sposato con rito civile, Francesco Boccia. E per perorare la propria causa ha scritto persino a papa Francesco.

«NON LO FACCIO PER RIPICCA»
E, allora, ecco che succede l’impensabile. Da oppositrice dell’utero in affitto, a potenziale paladina dei diritti gay (che comunque aveva già dichiarato di voler appoggiare in passato). Perché, come ha spiegato la stessa De Girolamo in un’intervista all’Huffington Post, per l’Italia c’è bisogno di «un segnale forte di discontinuità e uno scrollone alla cultura cattolica di questo Paese». La decisione dell’inflessibile parroco, secondo la deputata, andrebbe contro le recenti aperture predicate da papa Francesco. Ma chi pensa a una sorta di  dispetto bello e buono, è sulla strada sbagliata: «Non lo faccio per ripicca. [...] Se a un certo punto come cattolica mi sento espulsa dalla mia Chiesa, allora come legislatore mi chiedo se non dobbiamo operare una fortissima cesura e diventare finalmente contemporanei». Insomma, manca poco che la De Girolamo si metta a twittare con l’hashtag #Svegliatitalia. E a proposito di un’eventuale partecipazione al Family Day del 30 gennaio dice: «Un politico non dovrebbe andare in piazza, deve legiferare».

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