Adulti autistici: facciamo chiarezza

di Matteo Innocenti
Davvero la legge italiana considera i maggiorenni come non più affetti dalla sindrome, come denunciato dal giornalista Gianluca Nicoletti? Abbiamo chiesto spiegazioni a un avvocato.

ThinkstockPhotos-486748776«Tommy compie 18 anni il 26 febbraio e a tutti gli effetti non sarà più considerato un autistico. Entra nel limbo dei fantasmi, di quelli che qualche psicanalista d’antan chiama ‘i post autistici’». E così il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti inizia a raccontare su Per Noi Autistici, sito che ha fondato, tutta l’amarezza per una situazione kafkiana (e potremmo dire tipicamente italiana) riguardante il figlio Tommy. Poi continua: «C’è da mettersi le mani nei capelli: io per casa ho ancora a tutti gli effetti un bambino da sorvegliare come se avesse tre anni, anche se è alto due palmi più di me e pesa 90 chili. Al CAF poi mi hanno ricordato l’aspetto più ridicolo della questione: non è più autistico, quindi dovrò nuovamente rifare tutta la trafila per la 104 che scade. Prima che arrivi il 26 febbraio serve un certificato del medico di base che attesti che non è guarito dalle sue precedenti situazioni ovvero che è ancora autistico e soffre di epilessia. Questo servirà per l’INPS al fine di assicurarsi che l’indennità di accompagnamento, che sarà automaticamente sospesa con l’entrata nel diciottesimo anno e per tutti i mesi a venire, venga rimborsata quando Tommy riavrà nuovamente la 104, i cui benefici legati ai permessi sul lavoro saranno sospesi (ne usufruiva la madre)».

FACCIAMO CHIAREZZA
Nicoletti fa riferimento alla legge 104/92, che regola l’assistenza ai disabili. Perché, è bene sottolinearlo, tali sono le persone affette da autismo. Ma è corretto quello che sostiene Nicoletti, ovvero che, secondo la legge italiana, raggiunta la maggiore età Tommy non sarà più considerato autistico, al di là di cosa possa aver detto il Centro Assistenza Fiscale? LetteraDonna.it ha provato a fare chiarezza. L’indennità di accompagnamento, o assegno di accompagnamento, è un sostegno economico statale pagato dall’Inps, previsto dalla legge 18/80 per le persone dichiarate totalmente invalide. È un contributo forfettario pari a 508,55 euro al mese. «Ma al compimento dei 18 anni non viene sospeso, a meno di accertamenti richiesti dall’INPS», spiega Carmine Buonomo, avvocato esperto di tutela dei diritti sociali. Probabilmente, come fa notare il giuslavorista Luca Failla, «il certificato di cui parla Nicoletti è quello necessario per richiedere l’inabilità civile (per cui serve il 100% di invalidità, ndr) che si aggiunge comunque all’indennità di accompagnamento e che si può avere appunto a partire dai 18 anni di età».

I PERMESSI RETRIBUITI
Nicoletti ha fatto riferimento anche ai permessi sul lavoro, di cui usufruisce la madre di Tommy: la legge 104 concede la possibilità di usufruire di permessi retribuiti di tre giorni o frazionabili in ore, in base al tipo di contratto, ai lavoratori con figlio gravemente disabile o che assistano un familiare gravemente disabile, oppure direttamente ai lavoratori con gravi disabilità. Anche in questo caso sembra esserci un’inesattezza nelle parole di Nicoletti: «Anche i permessi sul lavoro previsti dalla legge 104/92 continuano, indipendentemente dall’età del figlio». Di nuovo, l’unica l’eccezione prevista è rappresentata da una richiesta di revisione da parte dell’INPS.

COME AVVIENE L’ACCERTAMENTO
Sul suo sito Nicoletti ha scritto che ha bisogno, entro il 26 febbraio, di un certificato in cui il medico di base attesti la persistenza dell’handicap di Tommy: ma è solo il primo passo. Il medico di base deve infatti compilare il certificato introduttivo e trasmetterlo all’INPS, poi sta al cittadino presentare per via telematica, sempre all’INPS, la domanda, da abbinare al certificato medico. In seguito si arriva all’accertamento dell’handicap, che avviene attraverso un esame effettuato presso l’ASL da un’apposita commissione medica. È una prassi, perché di autismo non si guarisce certo da un giorno all’altro, ma anche questo è indicato dalla legge 104/92, per la precisione nell’articolo 4. Probabilmente nasce da questo la frustrazione di Nicoletti: la pratica, che in realtà può avere inizio solo il giorno successivo al compimento dei 18 anni, può durare fino a nove mesi. In ogni caso, chi la richiede poi riceverà tutti gli arretrati.

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Una risposta a “Adulti autistici: facciamo chiarezza”

  1. ho specificato nel pezzo che quello che ho scritto era esattamente quello che mi hanno detto al CAF come lo avranno detto a tanti prima di me, e che avrei prontamente chiesto spiegazioni ulteriori a esperti. Infatti nel pomeriggio ho pubblicato due interviste che hanno confermato quello ch edice l’ avvocato qui sopra.
    http://www.pernoiautistici.com/2016/01/nessuna-revisione-del-18-anno-per-i-teppautistici/
    http://www.pernoiautistici.com/2016/01/ladulto-teppautistico-non-esiste-ma-forse-esistera/

    La mioa riflessione è che comunque c’è sempre una nuova montagna da scalare, persone da consultare, ambiguità da sciogliere. Grazie Gianluca Nicoletti

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