La bambina che disegnò l'Olocausto

È stata inaugurata a Lucca la mostra di Helga Weissova. Internata nel ghetto di Terezin all'età di 12 anni, iniziò, sotto invito del padre, a tracciare con la matita le immagini della drammatica realtà dei lager.

È stata inaugurata a Lucca la mostra Disegna ciò che vedi, di Helga Weissova. Un’esposizione per riflettere e parlare del Giorno della memoria, la ricorrenza che ogni 27 gennaio celebra le vittime dell’Olocausto.

DEPORTATA A 12 ANNI

La donna, oggi affermata pittrice, aveva appena compiuto 12 anni quando fu internata, insieme ai genitori di origine ebraica, nel ghetto di Terezin (il campo di concentramento di Theresienstadt, definito ‘transitorio’ perché da lì si veniva smistati altrove), luogo in cui rimase per tre anni. Deportata in seguito ad Auschwitz, Freiburg e Mauthausen, fu liberata nel 1945 insieme alla madre.

L’INVITO DEL PADRE A DISEGNARE LA REALTÀ DEI LAGER
«Disegna ciò che vedi» era stato l’invito di suo padre quando lei gli aveva portato di nascosto, all’interno del campo maschile, lo schizzo di un pupazzo di neve: «Era il dicembre del 1941. Quello sarebbe rimasto il mio ultimo disegno veramente infantile», ha affermato la pittrice.

UN DRAMMATICO RACCONTO DELLA REALTÀ DEL GHETTO
Helga aveva ubbidito al genitore, iniziando a tracciare, con la sua matita e i suoi occhi, le immagini di quella esperienza. Il risultato è un colorato e drammatico racconto della realtà del ghetto: la gente in coda all’arrivo a Terezin, i dormitori, le ‘selezioni’, la vita nel cortile, sono alcune delle scene di ‘vita quotidiana’ ritratte dalla bambina.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery, persone Argomenti: , , , , Data: 27-01-2016 10:46 AM


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