50 sfumature di errori

La saga erotica di E.L. James viene vista come una descrizione realistica dell'universo BDSM. Che però è tutt'altro. A partire dal fatto che non è popolato da psicopatici come Christian Grey.

bdsm_1Quel film non s’ha da vedere. 50 sfumature di grigio, il lungometraggio tratto dall’omonimo libro di E.L. James, arriva in prima serata su Canale 5. Ma l’idea che una pellicola a sfondo erotico possa finire sotto gli occhi di un pubblico giovane e innocente non è piaciuta al Moige, l’associazione dei genitori che si è erta a guardiana e custode della moralità televisiva. Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio media del Moige, si è scagliata contro quella che ha definito come una «scelta eticamente scorretta di Mediaset, decisamente lesiva per i minori che vengono televisivamente violati da una programmazione tv non adatta a loro», chiedendo inoltre agli inserzionisti di ritirare gli spot dagli slot pubblicitari. Appello che probabilmente è destinato a rimanere lettera morta, dato che sui social tutti sembrano non vedere l’ora di (ri)vedere il film dai toni sadomaso.

IL BDSM È UN’ALTRA STORIA
Ma quale sadomaso? Se pensate che 50 sfumature di grigio e i relativi sequel raccontino in maniera sincera e accurata l’immenso, sconfinato universo del BDSM, siete completamente fuori strada. E principalmente per due ragioni: la prima è che le pratiche sessuali messe in atto da Christian Grey e Anastasia Steele hanno ben poco del BDSM, e sono riconducibili più che altro al cosiddetto vanilla sex, ovvero il sesso ‘tradizionale’, con qualche lieve variante che serve a stuzzicare la fantasia delle casalinghe annoiate. La seconda ragione è che il rapporto Grey/Steele non si basa su un sano e reciproco sentimento di rispetto (suona assurdo, ma sono queste le basi fondamentali per le pratiche BDSM più estreme e umilianti), ma sull’abuso e sulla prevaricazione. Da queste due premesse completamente errate derivano tutta una serie di convinzioni che rischiano di far passare gli appassionati di BDSM come dei violenti pervertiti bisognosi di essere salvati. Cerchiamo quindi di fare chiarezza sul mondo del BDSM, e di capire perché l’universo di 50 sfumature è profondamente sbagliato.

bdsm_4GREY LO PSICOPATICO
Christian Grey non è un appassionato di BDSM. Christian Grey è uno psicopatico. Questo è il parere di Jon Blue e Ronald Elliston, esperti e amanti del mondo fetish da anni. Intervistati dal Guardian, entrambi hanno spiegato che non permetterebbero mai a una propria figlia o nipote di frequentare un individuo come Grey: violento, manipolatore, con evidenti disturbi della personalità. Chi pratica BDSM non ha nulla a che vedere con un profilo del genere.

BDSM NON SIGNIFICA ABUSO
Per fare BDSM, non bastano un paio di manette e un frustino. O meglio, potrebbero essere sufficienti. Il problema, come spiega Emily Sarah al Guardian, è che oltre al cosa conta anche il come. Christian costringe Anastasia a piegarsi a tutti i suoi desideri, obbligandola. Tra due veri dom (chi domina) e sub (chi si fa sottomettere) c’è sempre un accordo. Si parla, si discute, si fissano dei limiti. Anche una safeword, una parola di sicurezza che serve a interrompere i giochi qualora si spingessero troppo oltre. Perché il BDSM non coincide con abuso e prevaricazione.

IL SESSO NON È NECESSARIO
Se pensate che il BDSM sia spesso il preludio a un rapporto sessuale, vi sbagliate di grosso. L’eccitazione che deriva dal BDSM è prima di tutto mentale. È legata, ovviamente, a delle pratiche fisiche (ma, anche qui, non è detto: basti pensare a chi chiede solo di essere coperto di insulti), ma il piacere è dato dall’atto della sottomissione (o dell’essere sottomessi): quasi mai una sessione BDSM si conclude con una penetrazione. Emily Sarah ha raccontato di aver conosciuto una ragazza rimasta vergine per anni, pur essendo appassionata di BDSM.

bdsm_2CHI FA BDSM È SANO COME TUTTI GLI ALTRI
In 50 sfumature, Grey infligge dolore ad Anastasia perché a sua volta è stato abusato in giovane età. Un’interpretazione grossolana e dannosa: per essere un amante del BDSM, non bisogna essere dei disturbati mentali. Una ricerca del 2008 citata da Clarisse Thorn per Buzzfeed, ha scoperto che gli appassionati di sadomaso soffrono di disturbi da stress nella stessa misura di chi fa sesso ‘vanilla’. Addirittura, gli uomini che fanno BDSM hanno mostrato di essere meno stressati.

SOTTOMESSI MA SICURI DI SÉ
Anastasia comincia il proprio percorso come una ragazza timida e insicura, pronta ad accettare qualsiasi abuso. L’educatrice sessuale Laura Berman spiega che, in realtà, chi si approccia al BDSM come sub lo fa perché, paradossalmente, è abbastanza forte e sicuro di sé da sentirsi in grado di cedere il controllo. L’idea che chi detiene il controllo nella vita di tutti i giorni ogni tanto senta il bisogno di cedere lo scettro a qualcun altro, è piuttosto realistica.

NON È IL DOLORE, MA IL POTERE
Il BDSM non prevede necessariamente pratiche dolorose, anche se lievi. Certo, molti amano provare un po’ di dolore, perché aumenta la produzione di adrenalina e quindi il livello di eccitazione. Ma la prima cosa che mette in gioco il BDSM è il potere, l’idea di avere il totale controllo di una persona o, viceversa, di essere totalmente alla mercé di qualcun altro.

AI PIEDI DEL SOTTOMESSO
Secondo Emily Sarah, in una scena del film Anastasia chiede a Christian di non entrare in casa. Lui ignora totalmente la sua richiesta. Questo non è BDSM; questo è un abuso. Il BDSM, vale la pena ribadirlo, si basa sul rispetto reciproco e il sub ha sempre l’ultima parola. Quando è no, è no.

bdsm_3BDSM È CONOSCENZA
Il grande problema di 50 sfumature di grigio è che si tratta di un’elaborata fantasia. Che rischia, però, di essere letta come un vademecum per la vita reale. La strada che conduce al BDSM è in realtà lunga e perigliosa, soprattutto se a un certo punto si decide di dedicarsi a pratiche più complesse e, potenzialmente, pericolose. Un passo alla volta, dunque. Senza affidarsi, come fa Anastasia, alle mani di quello che, di fatto, è un perfetto sconosciuto.

PARLARE PRIMA
A proposito di sconosciuti. Che vi concediate un rapporto vanilla di una notte dopo aver scambiato appena due parole con qualcuno di cui sapete poco e nulla, può essere un’eventualità relativamente probabile. Impensabile, invece, che per il BDSM vi lanciate con altrettanta temerarietà. Ne deriva che nel mondo del fetish si parli e si chiacchieri con molta più frequenza delle proprie fantasie, perché conoscersi è fondamentale per la buona riuscita del gioco.

PARLARE DOPO
E se è importante parlare prima, è importante farlo anche dopo, non appena la sessione è terminata. I due partner, sub e dom, possono scambiarsi impressioni e punti di vista, raccontarsi emozioni e sensazioni sperimentate. Dopo un’esperienza intensa si è più vulnerabili e mentalmente più aperti ed empatici. Parlare ‘dopo’ può legare i partner maggiormente l’uno all’altro. La comunicazione tra Christian e Anastasia invece è molto limitata, se non addirittura assente.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 25-01-2016 01:49 PM


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