La lotta sociale di Milagro Sala

La nota leader indigena di Jujuy è stata arrestata mentre conduceva un sit-in di protesta. La donna è considerata da molti «il primo prigioniero politico» del governo del presidente Mauricio Macri.

milagrosala-720x472Milagro Sala, leader dell’organizzazione indigena Tupac Amaru e deputata al Parlamento del Mercosur (il mercato come dell’America meridionale) è stata arrestata mentre conduceva un sit-in di protesta davanti alla sede del governo della provincia (entità federale) di Jujuy. La donna è stata accusata di promuovere un’opposizione violenta contro il governo di Gerardo Morales, dirigente radicale eletto governatore nel dicembre 2015, dopo decenni di amministrazione peronista. «In questo momento la polizia di Morales mi sta arrestando, è come la dittatura», ha scritto la donna su Twitter.

 

«UNA MOSSA ARBITRARIA VOLTA A CRIMINALIZZARE LA PROTESTA SOCIALE»
L’arresto della donna, nata a San Salvador de Jujuy nel 1964, ha scatenato una forte polemica in Argentina. La leader è considerata da molti «il primo prigioniero politico» del governo di Mauricio Macri (presidente dello Stato sudamericano) e alcuni organismi di difesa dei diritti umani (in primis Amnesty International) hanno definito la carcerazione una «mossa arbitraria della giustizia volta a criminalizzare la protesta sociale». Con l’hashtag #LiberenAMilagroSala, o Free Milagro Sala, varie organizzazioni sociali si sono date appuntamento a Plaza de Mayo, Buenos Aires, per protestare contro l’ordine di cattura.

LA RISPOSTA DEL GOVERNO DI MORALES
Il governo provinciale di Morales, invece, ha annunciato che presenterà denunce dettagliate contro la Sala, accusandola di aver gestito per anni una rete clientelare a Jujuy, in base ai generosi finanziamenti che arrivavano al movimento Tupac Amaru dal governo di Buenos Aires, a causa della sua vicinanza anche personale con Cristina Fernandez de Kirchner.

GLI OBIETTIVI DELLA TUPAC AMARU
La Tupac Amaru, nata dopo la grande crisi del 2001 con l’obiettivo di dare una risposta ai temi della casa, del lavoro, della salute e dell’educazione, ha costruito, con la collaborazione dei governi di Nestor e Cristina Kirchner, quartieri interi per dare una dimora a chi non l’aveva, con ospedali, scuole, università.

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