La Norvegia educa i rifugiati al rispetto

Nel Paese scandinavo le lezioni di comportamento dedicate ai rapporti tra uomini e donne sono già realtà. In alcuni casi sembrano essere utili, ma bisogna continuare a combattere la povertà e le disuguaglianze.

lezioniLa proposta del ministro belga Theo Francken di introdurre dei corsi per insegnare ai migranti come comportarsi rispettosamente con le donne era suonata come razzista a una grossa fetta dell’opinione pubblica. Ma in Norvegia corsi del genere sono già realtà. Hero, la società che gestisce all’incirca metà dei centri per rifugiati nel Paese scandinavo, tiene delle vere e proprie lezioni di comportamento. I migranti si siedono in circolo insieme all’educatore e cercano di imparare quali sono i costumi del Paese in cui sono arrivati.

UNA MINIGONNA NON SIGNIFICA NIENTE
A spiegarlo è proprio una delle donne che lavora per Hero, Linda Hagen, che in un’intervista per il quotidiano Local riportata dal Corriere della Sera ha spiegato che queste lezioni sono necessarie. Dietro questa necessità non c’è lo spettro del razzismo, ma il bisogno di far comprendere al meglio gli usi locali, radicalmente differenti da quei Paesi dove le donne, ad esempio, non possono nemmeno uscire di casa da sole. Così come una dimostrazione di interesse da parte di una ragazza non equivale alla volontà di fare sesso, allo stesso modo una ragazza che indossa una minigonna non è tenuta a dover dire di sì a eventuali corteggiatori.

NON TUTTO IL MONDO È PAESE
Per non far passare il concetto che siano solo gli immigrati a macchiarsi di delitti a sfondo sessuale, i volantini, veri e propri vademecum che spiegano cosa fare e cosa no, vedono nei panni del malintenzionato un norvegese, contrapposto a un rifugiato che si contraddistingue per i comportamenti virtuosi. Ma il corso è effettivamente utile? Un eritreo intervistato dal New York Times ha spiegato che baciare il proprio partner in pubblico e bere alcolici è un comportamento che nel suo Paese è associato unicamente alle prostitute. Il corso gli ha permesso di capire che in Norvegia le cose funzionano diversamente.

L’EUROPA CI PENSA
Dopo le violenze del Capodanno di Colonia, sono molti i Paesi che stanno riflettendo sull’eventualità di introdurre corsi simili. Oltre al Belgio, anche la Svizzera e la Danimarca, dove si ritiene che l’educazione sessuale vada promossa non solo tra i rifugiati ma tra tutti gli adolescenti. Fermo restando che per combattere le violenze è necessaria anche una quotidiana lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , Data: 18-01-2016 02:00 PM


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