Gli Oscar? «Ancora troppo bianchi»

Le nomination agli Academy Awards del 2015 avevano attirato una lunga protesta per la mancanza di 'diversità'. Un anno dopo, la storia si ripete. Tra i candidati a vincere l'ambita statuetta non ci sono attori di colore.

creed-finalposter-frontpageLe nomination agli Oscar del 2015 avevano attirato una lunga protesta per la mancanza di ‘diversità’. Un anno dopo, per l’88esima edizione degli Academy Awards (qui i nomi di tutti i candidati), la storia si ripete. I nominati per le categorie miglior attore/attrice protagonista e non protagonista‘ (leggi i profili delle interpreti in corsa) sono tutti bianchi: tra i venti prescelti non c’è un solo afro-americano, né un latino, né un asiatico.

ESCLUSI, TRA GLI ALTRI, ANCHE MICHAEL JORDAN E WILL SMITH
Delusione, tra gli altri, per Creed – Nato per combattere. Il film è stato scritto e diretto dal nero Ryan Coogler e interpretato da un uomo di colore (Michael B. Jordan ), ma l’unico candidato è un bianco, Sylvester Stallone. Stessa fine per Straight Outta Compton, la storia della nascita del gruppo rap N.W.A. Recitato da molti giovani attori neri e diretto dal regista di colore F. Gary Gray, è stato nominato solo per la sceneggiatura, scritta da Andrea Berloff e Jonathan Herman, entrambi caucasici. Restano a mani vuote anche Idris Elba, protagonista di Bestie di nessuna nazione e Will Smith attore principale in Concussion.

LE REAZIONI
La protesta, che anche quest’anno imperversa sul web con l’hashtag #OscarsStillSoWhite (Oscar ancora così bianchi), è stata sostenuta anche da Gil Robertson, presidente dell’African American Film Critics Association: «Sono scioccato, ma non del tutto sorpreso. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per convincere i membri dell’Accademia che la diversità è importante», ha affermato. Jeff Friday, fondatore del Black Film Festival americano, ha detto che la mancanza di diversità nelle nomine è direttamente proporzionale all’assenza di varietà tra i membri (‘bianchi’ per il 94%): «La composizione è molto omogenea e si riflette nelle loro scelte», ha dichiarato.
Secondo lo scrittore Mark Harris invece, la questione non dipende dal fatto che gli elettori odiano donne, gay e neri. Semplicemente, «non sono interessati alle loro storie».

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