Agli Oscar il cinema francese parla turco

Deniz Gamze Ergüven è nata ad Ankara, ma è cresciuta e ha studiato cinema a Parigi. Mustang, il suo lungometraggio d'esordio, è tra i finalisti agli Academy Awards 2016 tra i migliori film stranieri.

Deniz-Gamze-Ergueven-a-recu-une-standing-ovation-a-CannesTra i lungometraggi candidati agli Oscar 2016 come miglior film straniero, ce n’è uno molto particolare. Si intitola Mustang; è ambientato in Turchia, in un paesino sulla costa del Mar Nero; le protagoniste sono cinque ragazze turche; i dialoghi sono in turco; la regista è turca. Eppure, qualora dovesse aggiudicarsi l’Oscar, a esultare sarà la Francia. Strano, certo, ma emblematico del coraggio che un certo cinema ha nel dare voce a realtà lontane includendole nel proprio universo culturale. Dietro la macchina da presa c’è la 37enne Deniz Gamze Ergüven, che dopo gli studi di cinema e due cortometraggi, si è regalata un esordio col botto.

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Deniz con le cinque ragazze del film.

RAGAZZE CONTRO
Presentato a Cannes e al Toronto Film Festival, Mustang racconta di cinque sorelle turche che la regista descrive come energiche e indomabili. Concetto espresso già nel titolo, che fa riferimento ai cavalli selvaggi. Le cinque ragazze si scontreranno con la cultura patriarcale e misogina della propria famiglia, tra matrimoni combinati e abusi domestici che non le domeranno, ma ne riaccenderanno ancor più il desiderio di libertà.

Mustang_02UNA REGISTA INCINTA
Deniz ha descritto il suo film come un grido di libertà, che vuole opporsi al rullo compressore della politica di Erdogan e raccontare invece le pulsioni e i desideri di tanti giovani turchi oppressi dalla società. Con un occhio di riguardo, ovviamente, alla condizione femminile (a proposito, durante le riprese del film Deniz era incinta). Girare in Turchia, ha raccontato Deniz a Vogue, non è stato semplice: ha dovuto cercare di non farsi notare troppo dagli abitanti e dalle autorità locali, visto che il tema narrato, inerente anche la sessualità femminile, è un vero e proprio tabù. Comprensibile, quindi, le difficoltà affrontate nel girare una scena dove una delle attrici fa sesso in strada davanti a una banca. Ciononostante, non va dimenticato che l’obiettivo di Deniz era quello di raccontare la sua storia come se fosse una vera e propria favola, l’unico modo, secondo la regista, di portare un po’ di luce in un contesto tanto oscuro.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 14-01-2016 06:00 PM


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