Donne morte di parto, tre ospedali sotto accusa

Criticità rilevate dalla task force del ministero della Salute nelle strutture di Brecia, S.Bonifacio e Bassano del Grappa. L'unico scagnionato è il S.Anna di Torino. Lorenzin: «Nuove linee guida per il percorso nascita».

PORTA A PORTAOrganizzazione, comunicazione, gestione dell’emergenza: sono questi gli ambiti di criticità in tre dei quattro ospedali in cui, nella settimana a cavallo di Natale, sono morte per parto quattro donne insieme ai piccoli che portavano in grembo. È la conclusione alla quale sono giunti gli ispettori della task force del ministero della Salute, che il 13 gennaio hanno depositato le relazioni preliminari sui casi di decesso, i cui risultati sono diversi dai dati emersi in un primo momento. Casi tragici che impongono, come sottolineato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, l’aggiornamento delle linee guida per il percorso nascita, dalla gravidanza al parto.

L’UNICO SCAGIONATO È IL SANT’ANNA DI TORINO
Dalle relazioni preliminari è emerso che l’unico ‘scagionato’ è l’ospedale S.Anna di Torino, dove la gestione del caso di Angela Nesta, hanno scritto gli ispettori, «non sembra presentare elementi di inappropriatezza, relativamente alla gestione della complicanza, repentinamente occorsa, e che ha portato al decesso della signora e della neonata». Pare infatti, hanno precisato, «siano stati attuati tutti gli accertamenti necessari e tutte le manovre di emergenza sia per la rianimazione materna, sia neonatale».

SOTTO ACCUSA BRESCIA, BASSANO E VERONA
Negli altri tre nosocomi, invece – gli Spedali Civili di Brescia dove è morta Giovanna Lazzari, l’ospedale di Bassano del Grappa dove è deceduta Marta Lazzarin e l’ospedale di S.Bonifacio (Verona) dove si è registrato il decesso di Anna Massignan – alcune lacune «organizzative», «cliniche» e di comunicazione sono state evidenziate. Criticità che però attengono anche alla più generale gestione dell’intero «percorso nascita». Nei casi di Brescia e Bassano del Grappa, inoltre, le donne sono state colpite da infezioni: «È emersa», hanno scritto gli ispettori, «la necessità di migliorare la valutazione delle condizioni di rischio potenzialmente presenti in gravidanza e al momento del ricovero, con particolare riferimento alla problematica delle infezioni, nonché la necessità dell’aderenza a linee guida sul trattamento della sepsi, trattandosi di patologia ad elevata letalità».

NESSUNA MANCANZA DI PERSONALE
Più in generale, si legge nel rapporto, «è necessario predisporre e diffondere procedure che permettano una chiara definizione del percorso assistenziale e delle responsabilità ad esso connesso» e bisogna anche «migliorare l’integrazione tra l’ospedale ed il territorio» per la gestione delle situazioni più a rischio. Aspetti prioritari per lo stesso ministro: per questo saranno aggiornate le linee guida per il percorso nascita. Secondo quanto si è appreso, il ministro Lorenzin, alla luce anche dei risultati delle indagini degli ispettori, intende infatti andare avanti con il proposito già annunciato nei giorni scorsi. In particolare, le nuove indicazioni potranno tenere in considerazione le criticità indicate dagli ispettori della task force nelle ultime ispezioni. Gli episodi «non sono stati dovuti a un deficit di organico. È stata la prima cosa che ho chiesto di accertare e mi è stato detto che in tutti casi il personale sanitario presente era in numero adeguato», ha assicurato il ministro.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 14-01-2016 10:43 AM


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