Un doodle per il padre delle fiabe

Google omaggia Charles Perrault nel 338esimo anniversario della sua nascita, l'intellettuale francese papà di Cenerentola, la Bella addormentata nel Bosco e il Gatto con gli Stivali. Che non amava i lieto fine.

doodleUn tocco di fiaba per chi naviga su Google. Il 12 gennaio un doodle del celebre motore di ricerca vuole ricordare l’intellttiale Charles Perrault nel 338esimo anniversario della sua nascita, papà di Cenerentola, la Bella addormentata nel Bosco e il Gatto con gli Stivali.
Lo scrittore francese è noto per le sue celebri fiabe in versi e in prosa: da Cappuccetto Rosso a Pelle d’asino a Cenerentola, raccolte sotto il titolo di Histoires ou contes du temps passé, avec des moralitez (1697), ma più note col titolo di Contes de ma mère l’Oye. Esempio di stile conciso e classico, il loro fascino – come spiega anche l’enciclopedia Treccani – consiste nella naturalezza con cui Perrault racconta le storie più inverosimili riavvicinandosi alla semplicità delle favole mitologiche greche. I suoi Mémoires furono pubblicati nel 1759.

AVVOCATO ALTO BORGHESE
Perrault era nato a Parigi il 16 gennaio 1628 in una famiglia dell’alta borghesia francese, studiò nelle migliori scuole di Francia e si laureò in Legge: prima di dedicarsi alla scrittura diventò avvocato: professione che svolgeva anche il padre.
Mentre uno dei fratelli di Charles, Claude Perrault, era un celebre architetto che disegnò la facciata dell’ala est del Louvre di Parigi.

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CAPPUCCETTO ROSSO SENZA LIETO FINE
Vale la pena sottolineare che non tutte le fiabe, così come le conosicamo, sono quelle «originali» di Perrault, come nel caso di Cappuccetto Rosso. La versione scritta da Perrault finisce drammaticamente quando la bambina viene mangiata dal lupo: niente cacciatori salvifici e tagli nella pancia del lupo, niente lieto fine. Ma una sola morale: non fidarsi degli sconosciuti.
Anche la Bella addormentata è un mix tra l’originale di Perrault e la versione dei fratelli Grimm.

RISCRITTURE PER RISPETTARE LA MORALE PURITANA
Le continue riscritture delle fiabe tradizionali, alle quali si adattarono Perrault e anche i Grimm, avevano lo scopo di addolcire i racconti per evitare coivolgimenti emotivi e non fornire cattivi esempi ai bambini della società borghese. Curioso, però, che non mancasse mai la matrigna cattiva: una figura che deriva dal fatto che i racconti originali di mamme naturali ostili verso i propri figli erano da censurare per la morale puritana. La cattiva condotta delle donne era perfetta invece per i personaggi delle seconde mogli.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , Data: 12-01-2016 11:08 AM


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