Isis, la 'legge' che regola il sesso con le schiave

di Giulia Mengolini
Si chiama fatwa 64, è un vademecum estremamente dettagliato su come i miliziani dello Stato Islamico devono comportarsi con le loro vittime. Vietati aborti, rapporti con donne incinta e il sesso anale.

isisdonne
Oggetto: i «rapporti sessuali con le schiave». Dopo che il giorno di Natale la Reuters aveva pubblicato la «legge» che autorizza l’espianto e il traffico di organi degli infedeli (la fatwa numero 68 dello Stato Islamico), il 29 dicembre l’agenzia di stampa britannica ha rivelato un nuovo documento, una specie di vademecum che elenca i comportamenti che gli uomini dell’Isis devono (e possono) tenere con le schiave sessuali.
Si tratta della fatwa numero 64, datata 29 gennaio 2015, e pubblicata dalla Commissione per la Ricerca e le Fatwa dell’Isis, che sembra voler codificare per la prima volta le relazioni sessuali tra i miliziani e le loro vittime. Spingendosi oltre rispetto a un manuale circolato nel 2014 che indicava delle linee guida su come trattare le schiave.

VIOLAZIONI NON AMMESSE
Il documento inizia con una domanda rivolta a un ipotetico giurista del Califfato e ha lo scopo di trovare una risposta «ufficiale» che giustifichi il comportamento degli uomini dello Stato Islamico. «Alcuni fratelli hanno violato le regole nel trattare le schiave. Queste violazioni non sono permesse dalla Sharia, perché queste regole non sono aggiornate ai nostri tempi. Ci sono indicazioni in materia?». All’interrogativo seguono 15 dettagliati punti. «Non è possibile per il padrone di una schiava avere rapporti sessuali con lei fino a che non ha avuto il ciclo ed è diventata pulita», si legge all’inizio. La possibilità di avere schiave e di poter abusare di queste donne viene dunque teorizzata. Ma con dei «limiti».

VIETATI ABORTO E SESSO ANALE
Al secondo e al terzo punto si legge invece come «non è possibile far abortire una schiava che rimanga incinta e non è possibile aver rapporti con lei fino a quando non abbia dato alla luce il bambino». E ancora: «Se il padrone possiede sia la figlia che la madre non può avere rapporti con entrambi ma solo con una di esse e poi non deve più toccare l’altra». Stesso comportamento va tenuto con le sorelle. Infine la fatwa 64 informa che non è possibile avere «rapporti anali con le schiave» e «che bisogna essere compassionevoli con lei».

PRECETTI LONTANI DA QUELLI DELL’ISLAM
Come ha sottolineato Abdel Fattah Alawari, docente di teologia islamica all’università di Al-Azhar (una delle più antiche del Medio Oriente), tutti i precetti elencati nella fatwa 64 non hanno assolutamente niente a che vedere con i dettami dell’Islam. «L’Islam impone la liberazione degli schiavi, non giustifica in alcun modo la schiavitù. La schiavitù era lo status quo quando è nato l’Islam. Giudaismo, Cristianità, greci, romani, persiani, la praticavano e prendevano le donne dei nemici come schiave sessuali. L’Islam ha lavorato per rimuovere questa pratica», ha spiegato l’esperto alla Reuters.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , , Data: 29-12-2015 01:16 PM


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