«Le donne non sono oggetti da riempire»

di Caterina Belloni
Intervista a Rocco Siffredi, la leggenda del porno che ha lanciato una petizione per poter insegnare educazione sessuale nelle scuole e spiegare ai teenager che il sesso reale non è come nei suoi film.

rocco_siffrediNelle scuole italiane potrebbe arrivare prossimamente un insegnante davvero speciale. Rocco Siffredi, attore e regista porno, si è infatti offerto per iniziare una campagna negli istituti italiani in modo da promuovere una corretta educazione sessuale. Perché, a suo parere, i ragazzi di oggi imparano ciò che riguarda il sesso dai film hard su Internet, ma il sesso, quello vero, è un’altra cosa. «Ci metto la faccia e l’esperienza, offro la mia disponibilità ad andare nelle scuole e a farmi promotore di questa cosa», spiega Siffredi nella petizione diffusa sulla piattaforma Change.org e via social con gli hashtag #cipensarocco o #Cometogheter. Anche perché in Italia, dopo anni di discussione, non esiste una legge sull’educazione sessuale, che non è nemmeno obbligatoria a scuola, come invece accade in altri Paesi europei. Un divario da colmare, grazie all’aiuto di un uomo che ha dedicato la sua vita al porno e che ha all’attivo oltre 2 mila film da attore e 450 da regista.

rocco_siffrediDOMANDA: Ci spiega come è nata l’idea di questa petizione?
RISPOSTA: Ho pensato di legare questa proposta all’occasione della giornata dell’orgasmo, che cade il 22 dicembre. La mia idea è quella di lanciare una provocazione. Vede, da qualche anno ricevo sempre più richieste di informazioni e spiegazioni da giovani, anche ragazzini, che usano il porno come uno strumento di apprendimento. Ma il porno non è educazione sessuale. Altrimenti sarebbe come se i film horror o i film polizieschi servissero per insegnare alla gente ad ammazzare gli altri.
D: Che cos’è allora il porno per lei, che se ne è occupato per tutta la vita?
R: È una forma di intrattenimento e come tale funziona solo se è estremo, esagerato. Anzi, direi che il porno è un po’ lo specchio della nostra società, che tende ad essere sempre più estrema. Secondo me, chi usa il porno lo fa per trovare delle motivazioni e spiegare qualcosa che ha dentro di sé.
D: Ci faccia capire meglio.
R: Si tratta di far emergere la parte animale che c’è in ognuno di noi. Con il porno, imitando il porno, questa parte si libera. Poi va chiusa di nuovo dentro di noi, perché mette in imbarazzo.
Italian actor Rocco Siffredi arrives forD: Ma questo che relazione ha con il suo progetto?
R: Di recente, andando in discoteca o in occasioni pubbliche, mi è capitato di incontrare ragazzi che sostenevano di vedermi come un mito e di imitarmi, che chiedevano consiglio. Io gli ho spiegato che a casa, con mia moglie, non faccio sesso come nei film. Che quello è teatro e spettacolo, mentre il sesso reale è una cosa diversa, che prevede fantasia.
D: Che impressione le hanno fatto?
R: La mia idea è che questi ragazzi non sappiano più da dove cominciare. Qualcuno dovrebbe andare in classe, una volta alla settimana o una volta al mese, e spiegare davvero cosa significa il sesso, che relazione ha con i sentimenti. Per evitare che le ragazzine si atteggino come delle pornostar e i ragazzini facciano lo stesso.
D: Ma secondo il porno è davvero così diffuso tra i minorenni?
R: Certo. Ormai con Internet e gli smartphone è normale. On line non serve la carta di identità, basta schiacciare un pulsante. A me capita di esser fermato per strada da ragazzini di 12 anni che mi chiedono di fare un selfie con loro. Sono entusiasti di incontrarmi. E io mi domando: «Ma a 12 anni non è un po’ presto per vedere i miei film?». Penso che i genitori neppure sappiano quanto i loro figli sono legati a questo tipo di cose.
D: Da qui l’idea della petizione per portare lei, un pornoattore famoso, in classe al liceo per parlare di sesso?
R: Credo che potrei farlo meglio di tanti altri. In fondo il sesso e il porno sono sempre stati la mia vita. Qualcuno deve prendere in mano la situazione e agire. Questi ragazzini, che io chiamo ‘generazione Youporn’, sono disorientati e fragili. Cresciuti a film porno, pensano che le donne siano oggetti da riempire; le ragazze invece pensano al sesso come a qualcosa di eccessivo e violento.
Festival di Sanremo 2013 - February 15, 2013D: Petizione a parte, quali sono i suoi prossimi progetti?
R: A gennaio comincerà su Mediaset Casa Siffredi, una sitcom in otto puntate girata a casa mia, con mia moglie e i miei figli, in cui si parla del nostro stile di vita ma anche del mio lavoro. Ancorato a questo progetto c’è anche quello dell’Accademia del porno, che abbiamo avviato temporaneamente mentre giravamo la sitcom.
D: Di che cosa si tratta esattamente?
R: Serve a preparare i porno attori in modo adeguato. A fare vedere che si tratta di professionisti, che ci sono tecniche, esercizi, preparazione. Soprattutto a spiegare che questa è una professione e che non è che uno lo fa per divertirsi.
D: Nient’altro?
R: L’altro progetto è il film sulla mia vita, che uscirà però nel 2017.
D: Parliamo di lei. Che cosa le ha lasciato l’esperienza all’Isola dei famosi?
R: È stata un’esperienza bellissima, infatti sono sicuro che alla prossima edizione soffrirò di nostalgia per non essere sull’isola. Ho vissuto due mesi completamente dedicati a me ed è stato uno dei periodi più belli degli ultimi dieci anni. Ma anche i miei collaboratori sono stati felici, perché finalmente si sono potuti concedere una lunga vacanza.
D: Sull’isola aveva fatto una promessa riguardo alla fedeltà. È riuscito a mantenerla?
R: Fino ad ora sì. Avevo promesso che non avrei più recitato in film porno e sino ad ora l’ho fatto, perché ho lavorato come produttore. Spero di poter andare avanti così il più a lungo possibile. Ma il porno è la mia vita, non posso farne a meno.
D: E della sua famiglia che cosa ci dice? Come si relaziona con i suoi figli quando si tratta di parlare di sesso?
R: La mia famiglia e sempre stata al corrente di tutto e il mio figlio maggiore a volte mi dà consigli e idee. In generale non ho mai avuto freni e ho sempre spiegato cosa facevo. Anche il mio piccolo, quando aveva solo 3 anni, sapeva che il padre lavorava con tante donne nude. E poi una volta ha trovato una cassetta hard. In casa Siffredi, ovviamente, non mancano.
D: E che cosa è successo?
R: Lui l’ha guardata, poi mi ha chiesto come mai gli attori stessero facendo certe cose. Gli ho spiegato serenamente che si tratta di giochi dei grandi. Che un giorno li avrebbe fatti anche lui e che si sarebbe di certo divertito. Credo che la semplicità e un pizzico di ironia siano fondamentali per parlare di questi argomenti. E penso che nelle scuole agirei con lo stesso stile.
D: Quali sono i tre consigli di saggezza che darebbe a un ragazzino o una ragazzina che iniziano a interessarsi all’altro sesso?
R: Anzitutto non si deve cedere agli stereotipi. Per essere un bravo amante non devi essere come Siffredi a letto. Sii te stesso, questo è ciò che conta. Poi cercate di essere generosi. Bisogna dare molto per avere, questa è una regola fondamentale. Infine agire senza farsi influenzare dagli alti. Non si deve seguire il branco, essere pecoroni.
D: Per lei è stato difficile intraprendere la strada che l’ha resa famosa?
R: Quando ho deciso di dedicarmi al porno avevo tutti contro, ovviamente. Ma io sentivo che era la mia strada e non mi sono fermato. E alla fine ho avuto ragione e anche mia madre mi ha dato il suo benestare. Bisogna seguire la strada che ci rende sereni, indipendentemente da tutto il resto. Perche solo così si può raggiungere la felicità, che è la cosa più importante.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 23-12-2015 04:28 PM


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