Addio alla regina delle maîtresse

di Giusy Gullo
È morta Madame Claude. Tra gli Anni '60 e '70 fu a capo di una celebre e lussuosa rete di prostituzione. La sua ambizione? «Rendere bello il vizio».

1407515009698_wps_6_Madame_Claude_once_the_mo«Ci sono due cose per cui la gente sarà sempre disposta a pagare: il cibo e il sesso. Io non ho mai saputo cucinare». Parlava così Fernande Grudet, conosciuta ai più come  Madame Claude. La regina delle maîtresse francesi è morta il 19 dicembre a Nizza, all’età di 92 anni.

I CLIENTI CELEBRI
Politici, capi di Stato francesi e stranieri, diplomatici, celebrità del cinema e uomini d’ affari: i clienti di Madame Claude erano tutti appartenenti all’alta società. Tra i nomi più famosi circolarono quelli di John Kennedy, Marlon BrandoGiovanni Agnelli. Le 500 donne che si prostituivano per lei guadagnavano dai 10 ai 15 mila franchi a notte (dai mille e 500 ai duemila e 300 euro) e le lasciavano una commissione pari al 30%.

«RENDRE LE VICE JOLI»
L’ambizione di Madame Claude era di «rendere bello il vizio», per questo faceva in modo che le sue ragazze avessero l’aria di essere di buona famiglia. Eleganti e discrete, erano scelte non soltanto per l’aspetto ma anche per la loro cultura e, una volta selezionate, venivano seguite dalla maîtresse che le vestiva da capo a piedi, curando ogni dettaglio. Dovendo rappresentare la prostituzione di lusso, la volgarità, tipica delle classi ‘più basse’, era bandita.

LA PROTEZIONE IN CAMBIO DI INFORMAZIONI
La donna era riuscita ad assicurare alla sua impresa la migliore protezione, quella della Brigade Mondaine (servizio di polizia giudiziaria responsabile della repressione dello sfruttamento della prostituzione) e del Servizio di documentazione e di contro-spionaggio. Come l’aveva ottenuta? In cambio delle informazioni che le sue fanciulle sottraevano ai clienti più importanti. «Mi ricordo che quando ero un giovane ispettore, lei ci informava. Porterà con sé molti segreti di Stato. Era una leggenda», ha dichiarato pochi giorni dopo la morte della donna Claude Cancès, vecchio capo della polizia giudiziaria.

I PROBLEMI COL FISCO E LA FUGA
La protezione che aveva guadagnato negli anni non le bastò però a sfuggire al fisco che nel 1972 si interessò al suo patrimonio e le reclamò 11 milioni di franchi: la maîtresse fuggì negli Stati Uniti ma, al suo ritorno, fu condannata e costretta a scontare diverse pene. Rovinata, scrisse le sue memorie e vendette dei video con i suoi ‘consigli di seduzione’.

LE MENZOGNE
Una famiglia borghese, un padre sindaco di Angers, la deportazione nel campo nazista di Ravensbrück. Fernande Grudet ha inventato su di sé moltissime menzogne, arrivando persino a raccontare di aver salvato la vita del nipote del generale de Gaulle. Ma la realtà era del tutto diversa: nata nel 1923 in una modesta famiglia, rimase incinta durante l’Occupazione. Ragazza-madre, arrivò a Parigi da Angers dopo la Liberazione e cominciò a prostituirsi. Nel giro di dieci anni, riuscì a reinventarsi rampolla dell’alta borghesia e fondare la sua ‘casa chiusa’ nel prestigioso XVI arrondissement di Parigi.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 23-12-2015 05:54 PM


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