«Violentata fino a svenire»

di Giusy Gullo
La giovane irachena yazida Nadia Murad Basee Taha, rapita dall'Isis nell'agosto 2015, ha denunciato gli orrori dello Stato Islamico davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

nadia-murad-basee-a-21«Sono stata violentata, torturata, costretta a indossare vestiti che non coprivano il mio corpo. Ho cercato di fuggire ma una delle guardie mi ha catturata e picchiata, mi ha messo in una stanza con altri uomini e tutti hanno fatto quello che volevano finché non sono svenuta». Queste alcune delle parole pronunciate da Nadia Murad Basee Taha, 21enne irachena della minoranza yazida, davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La donna ha denunciato, raccontando la sua storia personale, le torture alle quali lo Stato Islamico sottopone le donne e i bambini yazidi, considerati ‘fedeli del diavolo’ perché il loro credo contiene elementi di cristianesimo, zoroastrismo e islam.
Nadia è stata rapita nell’agosto del 2015 e trattenuta per tre mesi come ‘bottino di guerra’ insieme ad altre 150 famiglie. «Ci hanno portato in un grosso complesso dove c’erano migliaia di altre persone. Ci hanno molestato, umiliato». Dopo aver subito torture e violenze di ogni tipo la giovane è riuscita a fuggire ed è andata a vivere in Germania.

SCONFIGGERE L’ISIS PER RITROVARE LA PACE
Alla fine del suo discorso la ragazza ha implorato l’Onu di sconfiggere completamente Daesh: «Ho visto cosa hanno fatto a ragazzine e bambine. Tutti quelli che commettono crimini come il traffico di essere umani devono essere portati davanti alla giustizia in modo che donne e bambini possano vivere in pace in Siria, Iraq, Somalia, Nigeria… ovunque». Nell’estate 2014 i jihadisti catturarono circa cinquemila uomini e donne, duemila sono riusciti a fuggire mentre tremila restano ancora ostaggi del gruppo terroristico.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , , Data: 22-12-2015 09:04 AM


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