Parigi, il trauma di tornare a vivere

Dopo gli attacchi terroristici del 13 novembre i sopravvissuti faticano a riprendere le loro abitudini e hanno bisogno di sostegno psicologico. Ma ma a Île-de-France tutte le strutture psichiatriche sono sature.

FRANCE-ATTACKS-MEMORIALEra il 13 novembre quando Parigi è stata stravolta dagli attacchi terroristici che hanno ucciso 137 persone. E per i sopravvissuti, come racconta un articolo del quotidiano francese Le Monde, il ritorno alla normalità è difficile e doloroso.

LA STORIA DI FABRICE, AL BATACLAN UN MESE DOPO
Fabrice da quella sera al Bataclan non era più tornato a Parigi. È riuscito a riprendere la metropolitana per portare i fiori alle vittime a un mese di distanza dalla strage. Poi si è recato al centro d’urgenza medico-psicologica presso l’Hôtel-Dieu per farsi valutare i danni morali subiti. La pallottola gli sfiorò il braccio ma si salvò. Psicologicamente, però, il ricordo atroce di quella terribile notte del 13 novembre gli ha tolto la serenità. «È il contraccolpo classico dopo un forte trauma. Alcuni riprendono la vita normalmente, tornano subito al lavoro, e percepiscono i sintomi più avanti, fino a tre mesi dopo lo choc: flashback, insonnia, scene scioccanti a ripetizione», ha spiegato Nicolas Dantchev, responsabile del servizio psichiatria presso la struttura. Le consulenze all’Hôtel-Dieu continuano. Nonostante le richieste di aiuto siano diminuite: dagli 80 appuntamenti al giorno dei giorni post attentati, ora gli psichiatri del centro ricevono quotidianamente circa 15 pazienti.

LE STRUTTURE DI RECUPERO SONO SATURE
Da quel 13  novembre molti sopravvissuti non riescono a riprendere la loro vita di prima: evitano i luoghi pubblici e troppo affollati, non tornano sui posti che gli riportano alla mente minuti di terrore. Il trauma è così invalidante per alcuni anche uscire di casa è diventato difficile. I pazienti che faticano a superare questi traumi in genere sono indirizzati al servizio di psico-traumatologia, ma a Île-de-France tutte le strutture sono sature. A l’Hôtel-Dieu e all’ospedale Tenon non sono più in grado di accogliere pazienti a lunga durata, che vengono mandati in strutture meno specializzate, comunque insufficienti.

1,2 MILIARDI DI EURO DI FONDI PER LE VITTIME
I fondi di garanzia per le vittime e le loro famiglie sono oltre 1,2 miliardi di euro, riporta Le Monde. A favore di commercianti, ristoratori e negozianti colpiti durante l’attentato, il 17 dicembre sono state approvate tre misure supplementari: esonero dalle tasse per sei mesi per i 450 esercizi commerciali intaccati e 40 mila euro a testa per i quattro negozi nuovi situati a Boulevard Voltaire. Intanto circa quattro milioni di euro di donazioni ricevute da Charlie Hebdo saranno distribuiti fra le vittime degli attentati del 7 gennaio 2015 in cui persero la vita 17 persone.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , Data: 18-12-2015 02:18 PM


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