Violenza sessuale, il codice rosa non basta

L'emendamento di Fabrizia Giuliani del Pd che prevede assistenza sanitaria e l'immediata possibilità di sporgere denuncia non piace alle associazioni specializzate.

violenzasessualeE se le vittime di violenza sessuale venissero indicate con un codice rosa in pronto soccorso? Alla deputata del PD Fabrizia Giuliani, che ha cercato di fare passare la sua proposta in un emendamento alla legge di stabilità, sembrava una buona idea. Ma da molte associazioni si è levato un coro di proteste: «È una trappola», dice qualcuno.

UN EMENDAMENTO SUPERFICIALE?
Nelle intenzioni della Giuliani, l’emendamento avrebbe previsto l’immediata identificazione delle vittime di violenza sessuale, alle quali sarebbe stato fornito non solo soccorso sanitario, ma anche l’opportunità di sporgere denuncia già in ospedale. Gabriella Moscatelli di Telefono Rosa, però, nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che l’emendamento violerebbe la Convenzione di Istanbul e che combatterà l’emendamento appellandosi alla Corte europea per i diritti dell’uomo.

VOCI DI DISSENSO
Secondo altre associazioni, come ad esempio Be Free, il percorso delle donne vittime di violenza sessuale non si conclude certo con le cure sanitarie e con la denuncia, ma dovrebbe invece prevedere una cura psicologica continua, per evitare che la donna possa essere vittima di ritorsioni o ulteriori violenze. L’emendamento non è stato accolto in maniera favorevole nemmeno tra molti esponenti politici. Mentre Josefa Idem e Monica Cirinnà del PD auspicano ulteriori discussioni, Sinistra Italiana chiede a gran voce la soppressione dell’emendamento.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 17-12-2015 07:53 PM


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