«Licio Gelli in chiesa, mio marito no. Perché?»

La vedova di Piergiorgio Welby protesta per i funerali concessi al capo della P2. Al consorte, colpito da distrofia muscolare e morto nel 2006 con l'aiuto di un anestesista, il rito cattolico era stato negato.

Piergiorgio_Welby«Perché mio marito no e Gelli sì?». Con queste parole Mina Welby, moglie di Piergiorgio, ha protestato per i funerali concessi, nella chiesa della Misericordia di Pistoia, a Licio Gelli, capo della loggia P2 e scomunicato in quanto massone. Il controverso fascista deceduto la sera del 15 dicembre verrà sepolto nel cimitero monumentale della città toscana. «Se mio marito oggi fosse in vita e sapesse dei funerali di Vittorio Casamonica e Licio Gelli si farebbe una risata», ha affermato la vedova.

«SU MIO MARITO UN GIUDIZIO POLITICO»
Piergiorgio Welby, colpito da distrofia muscolare, era stato aiutato a morire nel 2006 da un anestesista, e per imposizione del cardinale Ruini nessun rito cattolico era stato concesso. «Tutti quelli che lo volessero dovrebbero avere i funerali. Avere un funerale o meno deve essere una scelta della persona», ha dichiarato la vedova, secondo la quale quello imposto al marito fu un giudizio politico. «Piergiorgio non voleva il suicidio, lui chiese l’eutanasia: voleva una legge che comprendesse varie scelte che l’uomo può fare alla fine della propria vita, compresa l’eutanasia. Per lui era una morte dignitosa».

«SPERO CHE IL PAPA DIRÀ QUALCOSA. LO ASPETTO»
Piergiorgio era un credente agnostico, aveva ricevuto tutti i sacramenti e si era sposato in chiesa. E, pur non pretendendo i funerali, desiderava che si svolgessero: «Per me non sono importanti ma per mamma fallo», aveva chiesto alla moglie prima di morire. Indignata, quindi, la vedova ha richiesto l’intervento del pontefice: «Spero che il papa dirà qualcosa su questo, siamo nel giubileo della misericordia. Lo aspetto».

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