La vita di Adele? È solo per adulti

di Giusy Gullo
Il film di Abdel Kechiche, vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes 2013, è stato censurato in Francia dopo la denuncia dell'associazione Promouvoir. «Sesso troppo esplicito».

adeleA due anni dalla sua uscita nelle sale, vincitore della Palma d’Oro al festival di Cannes 2013, La vita di Adele di Abdel Kechiche, non può più essere proiettato nelle sale francesi. La decisione, che ha scatentato una protesta pubblica, è stata presa in seguito alla denuncia dell’associazione ultracattolica Promouvoir che ha chiesto di vietare il film ai minori di 18 anni (contro l’iniziale restrizione ai minori di 12) a causa della presenza, nella pellicola, di «scene di sesso troppo realistiche tali da urtare la sensibilità dei minori». Il 9 dicembre il tribunale ha accolto la protesta dei cattolici, invitando il ministro della cultura Fleur Pellerin a procedere per autorizzare nuovamente il film con una censura allargata ai minorenni entro due mesi: il ministro ha dichiarato di voler fare ricorso al Consiglio di Stato ma nel frattempo la pellicola non potrà essere proiettata.

BATTAGLIE ANCHE PER I FILM COME NYNPHOMANIAC
L’associazione Promouvoir, gestita dall’avvocato André Bonnet, non è nuova a polemiche di questo tipo: una battaglia simile era stata intrapresa, con successo, per altri film, tra i quali Baise-moi di Virginia Despentes, Ken Park di Larry Clark e Nynphomaniac di Lars Von Trier. Bonnet ha spiegato alla rivista Premiere che l’obiettivo della sua associazione è di «difendere la dignità della persona umana e proteggere i minori attraverso la promozione dei valori giudeo-cristiani». Giustificando, poi, la sua battaglia: «Perché i produttori di questi film vogliono mostrare delle scene deleterie per i più giovani? Per i soldi? È questo, quindi, in realtà, il motivo delle attuali proteste dietro i proclami a favore della libertà di espressione?».

IL REGISTA DI THE ARTIST: «SEGNO DI STUPIDITÀ»
Nel dibattito è intervenuto anche il Centre national du cinéma et de l’image animée (CNC), commissione incaricata di classificare i film in base al target di riferimento, che dichiara a LExpress: «Bisognerebbe dare maggiore autorità a quest’organismo di cui fanno parte rappresentanti del cinema, dell’educazione, della famiglia in modo da evitare che queste decisioni debbano essere prese dalla giustizia». Per Michel Hazanavicius, regista di The Artist e presidente dell’associazione dei produttori, è il segno che «la stupidità fa passi da gigante. Oggi, in questa Francia che vota in massa per il Front National, non è un fenomeno isolato».

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , , , Data: 10-12-2015 05:51 PM


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