Anoressica per colpa dei media

di Hélène Battaglia
La blogger svedese Linn Strömberg racconta il suo lungo percorso per sconfiggere la malattia. Dal rifiuto del cibo alla presa di coscienza fino al ritorno alla vita normale.

lynnLinn Strömberg è bella ragazza svedese di vent’anni, giovane, bionda e in forma. Ama la vita, la sua famiglia, il suo ragazzo e la sua cagnolina Amikitia. Linn è sopravvissuta all’anoressia nervosa. Dopo essere guarita, Linn ha raccontato la sua esperienza a LetteraDonna.

DOMANDA: Quale tipo di ragazza era prima della sua malattia?
RISPOSTA: Non mi preoccupavo molto della mia salute. Ciò che m’interessava era il mio aspetto fisico. In quell’epoca facevo spesso baldoria con gli amici. Un weekend senza una festa era un weekend perso. Lo sport era l’ultima delle mie preoccupazioni.
D: Il peso è mai stato un problema per lei?
R: Non sono mai stata realmente soddisfatta del mio aspetto fisico. Per molto tempo, ho desiderato essere più magra. Ci sono stati dei periodi in cui ho mangiato di meno e perso qualche chilo. Ma poi li ho sempre ripresi appena ricominciavo a mangiare in modo regolare. Erano anni che intrattenevo un rapporto difficile con il cibo ma mai avrei immaginato quello che poi è successo.
D: Si ricorda del giorno in cui ha deciso di perdere qualche chilo?
R: Per essere onesta, non ricordo esattamente quel giorno. Mi ricordo solo di essermi fissata un obiettivo. E solitamente quando mi fisso un obiettivo, vado fino in fondo. Mi ero appena laureata ed ero tornata a stare dai miei per risparmiare un pò di soldi prima di trovare un lavoro. Mi sono ritrovata con a disposizione un sacco di tempo libero. Avevo bisogno di fare qualcosa. Sono sempre stata una persona dinamica e intraprendente. E cosi mi sono fissata con l’idea di perdere qualche chilo.
D: Pensa che la sua decisione di dimagrire possa essere stata influenzata da qualche tuo amico o parente?
R: No. A influenzarmi sono state altre persone e molte immagini viste sul web. Seguivo molte blogger e molte di loro mostrano un corpo e una vita perfetta sui social. Ho iniziato a paragonarmi con quelle ragazze. Nella pubblicità e sui social media, la felicità è sinonimo di un corpo perfetto. E quindi mi sono messa alla ricerca di quella felicità in questo periodo confuso e nero della mia vita.
D: Quando si è resa conto di essere malata e di avere bisogno dell’aiuto di qualcuno?
R: In seguito alla reazione di persone che non frequentavo da tempo, alla vista del mio corpo e dopo essermi resa conto che stavo facendo soffrire chi mi amava. Non erano in grado di fare niente, potevano solo tentare di aiutarmi, ascoltarmi, e assistere al mio declino fisico. È stato orrendo. È importante capire che è impossibile guarire in un batter d’occhio di una malattia come quella. Ero persa nel mio piccolo mondo incentrato sul mio disordine alimentare. Non mi sono nemmeno accorta che i miei familiari soffrissero quanto me.
D: Come è arrivata la svolta?
R: Quando mia madre e il mio ragazzo mi hanno minacciato di farmi ricoverare ho avuto paura. Ero maggiorenne ma quando una persona diventa un pericolo per se stessa, può essere ricoverata per il suo bene contro la sua volontà. Ero terrorizzata dal pensiero che qualcuno potesse decidere per me quando mangiare e quindi, ho ricominciato a prendere peso.
D: A chi hai parlato per primo del suo problema?
R: Mia madre ha tentato più volte di toccare l’argomento. Non le ho mai dato retta. Mi sono sempre messa ad urlarle contro. Lei lasciava la mia stanza in lacrime senza risultato. È doloroso per me ripensare a quei momenti in cui l’ho fatta soffrire. Lei è sempre stata un grande sostegno per me.
D: Com’è la giornata di chi soffre di anoressia nervosa?
R: Avevo sempre freddo e mi sentivo continuamente debole. Ero sempre ansiosa. Ero immersa nella mia piccola bolla nera. Mi sentivo sola. D’altronde volevo starmene da sola. Per la sola ragione che se avessi dovuto trascorrere del tempo con qualcuno, avrei dovuto cambiare i miei piani per i miei pranzi. Era ciò che volevo evitare ad ogni costo. L’unica persona con la quale volevo stare era il mio ragazzo. Ma mangiavamo di rado insieme anche quando dormivo da lui. Mi portavo sempre dietro il mio cibo. Spesso cibi liquidi come i smoothie o qualche bevanda proteinica. La prima cosa che facevo al mattino era pesarmi. Se avevo preso qualche etto, la giornata era già rovinata. Ho cosi iniziato a torturare il mio corpo nutrendomi di meno e allenandomi di più.
D: Quando e come ha combattuto fino alla vittoria?
R: È stato un tira e molla per tanto tempo. Desideravo stare meglio ma allo stesso tempo avevo paura di riprendere peso. Ho sofferto di attacchi di panico. Ma dopo un lungo periodo di lotta, sono finalmente riuscita a uscirne fuori. Mi sono ammalata seriamente nel 2011 e sono tornata in salute nel corso del 2013.
D: Quanto tempo ci è voluto per guarire?
R: Più di quanto pensassi. Non è perchè raggiungi un peso normale che hai chiuso con i disturbi alimentari. Tutto è nella tua testa. Nel 2013, mi sono sentita completamente libera: non ero più condizionata dai miei pensieri ossessivi riguardanti il cibo.
D: Pensa spesso a questo brutto periodo o è riuscita a cancellarlo del tutto dalla sua mente?
R: Ovviamente ci sono riuscita. Sono stata malissima per più di un anno. Per che cosa? Per una vita fatta di solo stress dalla mattina alla sera. Non stavo vivendo in quel periodo. Ma se posso essere d’aiuto a qualcuno raccontando la mia storia, ne sarà valsa almeno la pena. Mi auguro sinceramente di potere essere una spalla per chi come me sta vivendo quell’inferno. Vorrei poterla aiutare a trovare la via d’uscita per tornare ad una vita normale.
D: Chi è Linn Strömberg oggi? 
R: Sono una ragazza completamente diversa. Mi sento decisamente più forte. E soprattutto sono diventata più consapevole di me stessa e dei miei pensieri. Mi sento veramente molto più a mio agio oggi. Sono felice! Ascolto sempre il mio corpo, quando devo riposarmi, mi riposo.
D: Sul suo blog pubblica spesso ricette culinarie. 
R: Adoro il cibo! È importante trovare un equilibrio, mangiando in modo sano ma essendo tuttavia capace di mangiare in compagnia ogni tanto qualche piatto meno sano perché gustoso. Il cibo è carburante per il corpo ma va anche considerato come qualcosa di piacevole e socievole.
D: Controlla il suo peso?
R: No, non lo faccio più. Ovviamente mi prendo cura del mio corpo. Ma adesso mi concentro maggiormente sull’essere in buona salute, fuori e dentro. Non bado solo al mio aspetto fisico. Mi sono ripromessa di non diventare mai più cicciotta o scheletrica perché so che ne soffrirei. Ho trovato un peso che mi fa sentire bene, sia fisicamente sia psicologicamente. Non so esattamente quando peso adesso. Oscillo tra i 54 e i 59 chili.
D: Quale è la sua opinione sulla condizione delle modelle nell’industria della moda?
R: La prima cosa che mi viene in mente è che le ragazze sono decisamente troppo magre. Il loro aspetto fisico è davvero spaventoso. Sono scheletriche, non è affatto sano! Mi rattrista il fatto che spesso promuova modelli negativi.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 10-12-2015 11:58 AM


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