Una prof da Nobel

Barbara Riccardi, maestra di una scuola elementare alla periferia di Roma, è tra i 50 finalisti del Global teacher prize. La competizione premia il migliore insegnante con un compenso di un milione di dollari.

barbara-U43060550223214a0C-U43140100956743raF-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443Ha dovuto superare l’agguerrita concorrenza di oltre 8 mila candidati per entrare a far parte dei 50 finalisti del Global teacher prize, il ‘Nobel’ per i migliori insegnanti del mondo in programma a marzo 2016 a Dubai. Barbara Riccardi, maestra di una terza elementare alla periferia di Roma, è diventata così l’unica italiana ad aspirare all’ambito premio di miglior docente del mondo e al rispettivo milione di dollari in palio.

IL PREMIO
Ideato dalla Varkey Foundation e sostenuto dall’Unesco, il premio, alla sua seconda edizione, è nato per gratificare quegli insegnanti che abbiano portato un contributo speciale alla professione. Ma la competizione serve anche per accendere i riflettori sul lavoro svolto da milioni di insegnanti di tutto il mondo. E se nel 2015 solo Barbara Riccardi è arrivata sino alla fase finale, nel 2014 erano stati Daniela Boscolo (Rovigo) e Daniele Mani (Lecce) ad aver portato alti i colori dell’Italia nel corso della competizione.

UNA NOTIZIA INASPETTATA
Così, quando alla maestra delle elementari è giunta la notizia di essere una dei 50 finalisti del Global teacher prize l’incredulità e la gioia hanno preso il sopravvento su ogni altra emozione. Tanto è vero che la Riccardi, 49 anni, non ha idea di chi abbia indicato il suo nome. La candidatura, infatti, può essere avanzata dagli stessi insegnanti ma anche da colleghi, alunni e genitori. La donna è stata scelta «per la sua capacità nel creare legami tra studenti di diverse culture e Paesi, attraverso programmi di scambio e progetti di inclusione», ha spiegato Vikas Pota, direttore della Fondazione. La docente dell’Istituto comprensivo Frignani di Spinaceto, negli anni è stata in grado di creare una rete di gemellaggi con studenti e scuole di altri Paesi.

FUORI DALLE REGOLE
Ma Barbara non vede l’insegnamento solo come un mestiere, piuttosto come una vera e propria missione da compiere con gioia e passione. Tanto che nel 2010 ha ricevuto una medaglia al merito dal presidente della Repubblica per aver organizzato campi estivi per bambini di famiglie senza mezzi. In classe insegna italiano, inglese, storia, tecnologia ed educazione fisica. La Riccardi ha anche fondato una rivista online: La scuola possibile, dove, con altri colleghi, racconta le esperienze in classe, i libri, la cultura, i progetti di inclusione. Ma tra le sue vulcaniche idee si rintraccia anche il Progetto Leonardo che vedrà dieci scuole di Roma e di Parigi realizzare due mostre, in parallelo, in Italia e in Francia, sulla vita e le opere del genio che dipinse la Gioconda.

PREMIO PER LA SCUOLA
«Aprirei uno spazio polivalente, aperto anche al pomeriggio, per lo sport e i corsi di recupero per i bambini stranieri», ha spiegato al Corriere della Sera l’insegnante. Poi farebbe sistemare gli infissi e l’impianto di riscaldamento della sua scuola, ma porterebbe anche la Lim nelle aule e doterebbe la scuola del registro elettronico. Ma soprattutto vorrebbe coinvolgerebbe sempre più ragazzi negli scambi culturali con altri Paesi.

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