Non doveva essere lì

di Pier Luigi Cara
Raghat, 5 anni, morta a ottobre a causa di un bombardamento russo a Idlib, in Siria, al confine con la Turchia, insieme al nonno e a un cugino. Era tornata nel Paese per far visita ai parenti.

bambinaNon smette di riguardare quel filmato sul suo smartphone. Più e più volte fa scorrere le immagini della sua bambina dove ride, scherza, fa l’arrabbiata. È l’unico modo per sedare il dolore per la morte della piccola Raghat, 5 anni, morta a ottobre durante un bombardamento russo a Idlib, in Siria, al confine con la Turchia, insieme al nonno e a un cugino. A rendere ancora più gravosa la perdita per la madre, la 28enne Suheer, un pensiero: Raghat non doveva essere lì. L’aveva riportata in Siria per visitare i parenti per appena sei giorni, sarebbero dovuti tornare a casa il giorno dopo.

IL CUGINO HA CERCATO DI FARLE SCUDO CON LE BRACCIA
A nulla è servita la buca costruita nel giardino quando la sera del 1 ottobre un Sukhoi è passato sopra la casa di famiglia con il suo carico di morte. La bambina è stata ritrovata ancora viva tra le braccia del cugino Ahmad, braccia troppo piccole per fare da scudo e proteggerla dalle macerie. Raghat, gravissima, è stata caricata sul retro di una moto ma non è riuscita ad arrivare all’ospedale. La madre ricorda quei momenti tra le lacrime che nemmeno Hossein, il figlio di 4 anni, riesce a placare con le sue carezze.

IL DESIDERIO DI VENDETTA
«Quelli dell’Isis non sono certo buoni ma sembrano essere davvero gli unici a voler combattere contro Bashar al Assad», ha spiegato Ali uno zio della bambina, combattente nell’Esercito siriano libero, in lotta contro il regime. Ali, scampato al bombardamento perché non era a casa, ammonisce: «Qui non c’è ancora lo Stato Islamico ma non tarderà ad arrivare», sottolineando come la disperazione alimenti l’organizzazione terroristica. Chiunque in famiglia abbia avuto una perdita ha sete di vendetta e l’Isis si propone come soluzione.

IL DRAMMA DI UNA NAZIONE
Volti senza una vera identità (la famiglia di Raghat ha preferito non comunicare il cognome per motivi di sicurezza) ma che raccontano il dramma di un popolo senza più patria, dilaniata dalle bombe russe, dalle violenze del sedicente Stato islamico e da quelle dello stesso presidente. A questo si aggiungono i bombardamenti della coalizione sotto l’ombrello Nato, benché sotto regole di ingaggio molto più stringenti.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 04-12-2015 06:54 PM


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