«Hiv? Le guerre uccidono di più»

Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Africa, risponde così a una domanda sull'utilizzo dei preservativi. Intanto, il 1° dicembre si celebra la Giornata mondiale della lotta contro l'Aids.

«Una domanda troppo piccola e parziale». Così Papa Francesco ha cominciato la sua articolata risposta al quesito che riproponeva l’annosa questione del rapporto tra Chiesa, Africa, Aids e preservativo. Tra le numerose domande rivolte a Bergoglio nel corso del volo di ritorno dal suo viaggio in Africa, c’era quella di un giornalista tedesco che, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sarebbe suonata così: «L’Aids colpisce in Africa. Non è tempo per la Chiesa di permettere l’uso dei preservativi?». Domanda piuttosto diretta, forse troppo, per un tema che potrebbe essere fonte di discordia tra le gerarchie ecclesiastiche. E che ha costretto Bergoglio a dare una risposta che, in alcuni suoi passaggi, ad alcuni è sembrata piuttosto ambigua.

«IL PRESERVATIVO? È UNO DEI METODI»
«È lecito guarire di sabato?», ha chiesto Bergoglio citando la domanda di Gesù ai farisei. In altre parole: «Difendere la vita o il rapporto sessuale aperto alla vita?». Un vero e proprio dilemma morale che pone la Chiesa «davanti a una perplessità». Le parole del Papa sono arrivate in anticipo di qualche ora rispetto alla Giornata mondiale contro l’Aids, istituita nel 1987 e celebrata il 1° dicembre di ogni anno. Secondo Bergoglio, «la grande ferita è l’ingiustizia sociale, lo sfruttamento dell’ambiente, la malnutrizione, il lavoro schiavo, la mancanza d’acqua potabile, il traffico d’anni», mentre la domanda sull’Aids avrebbe un taglio troppo «casistico». Insomma, prima bisogna risolvere le ingiustizie sociali e poi forse ci si può interrogare sul preservativo. Che, comunque, dice Bergoglio, può essere «uno dei metodi».

PAROLE SIBILLINE?
Una risposta di certo molto ponderata. Forse fin troppo, tanto che c’è chi, come il Guardian, accusa il papa di aver eluso la domanda. Il quotidiano britannico ha letto nelle parole del papa addirittura il tentativo di sminuire la questione senza dargli la giusta importanza. Il riferimento ai «bigger problems», inoltre, suggerisce l’immagine di una deriva benaltrista delle parole di Bergoglio. Posizione condivisa dall’International Business Times. Quasi opposta l’interpretazione degli organi di stampa italiani: «Il pontefice si tiene largo. Ma non dice di no, anzi», è la chiave di lettura di Giornalettismo, mentre la Stampa, tra le righe, ne ha lodato il grande equilibrio e diplomazia.

L’AIDS IN ITALIA
Bergoglio o meno, rimane il fatto che l’Aids è una delle grandi piaghe che affliggono l’umanità e che le uniche alternative per non correre rischi sono la castità o l’utilizzo del preservativo. Secondo la Stampa, in Africa stanno avendo più successo le campagne anti-Aids basate sulla fedeltà di coppia che non quelle mirate alla diffusione e alla sponsorizzazione dei condom. Pensare che l’Aids sia un problema solo africano sarebbe comunque una prospettiva a dir poco miope. Nel 2014, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, in Italia quasi 4 mila persone hanno scoperto di aver contratto il virus dell’HIV. Il grosso problema è che sono molte di più le persone che non sanno di essere sieropositive, perché non si sono mai sottoposte al test. Secondo l’Agi, dal 2006 al 2014 il tasso delle persone che sono diventate malate di AIDS senza sapere di essere sieropositive è passato dal 20,5% al 71,5%. Secondo l’Istituto superiore di sanità, inoltre, la via moralistica alla prevenzione si sta dimostrando a dir poco inefficace. Anche perché i giovanissimi, almeno in Italia, sembrano avere ben poca dimestichezza con il preservativo.

LE CAMPAGNE CHOC
D’altra parte, sono moltissime le campagne che preferiscono invece puntare sullo choc e sulla paura. In Inghilterra, campagne dal tenore analogo per la prevenzione sul fumo e sulla guida sicura hanno funzionato proprio perché capaci di scioccare i giovani con immagini forti e cruente, senza alcuna concessione a pietismi o metafore tanto leggere quanto incomprensibile e inefficaci. Nella gallery di seguito abbiamo raccolto le foto delle campagne anti-Aids più interessanti.

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