Soldato Kasia

di Paola Medori
A LetteraDonna la Smutniak parla di Limbo, il suo ultimo film per la tv in cui interpreta il maresciallo Manuela Paris, vittima di un attentato in Afghanistan.

"Limbo" di Lucio Pellegrini. Fandango TVÈ stata protagonista al Roma Fiction Fest con Limbo, film tv di Lucio Pellegrini in onda su RaiUno il 2 dicembre, tratto dall’omonimo romanzo di Melania Mazzucco (Einaudi, pp. 476, 20 euro ). Kasia Smutniak, che per questo ruolo si è aggiudicata il premio come miglior attrice parla a LetteraDonna della donna soldato cui ha dato volto: Manuela Paris. Indossa la divisa di un maresciallo degli Alpini in missione di pace in Afghanistan che rimane vittima con i suoi uomini di un sanguinoso attentato terroristico da parte di fondamentalisti islamici. Ferita nel corpo e nell’anima, da reduce di guerra deve ricominciare tutto da capo e fare i conti con i ricordi e il dolore, un po’ come le è successo nella vita dopo la scomparsa del suo compagno Pietro Taricone.

DOMANDA: Ci parli del suo personaggio.
RISPOSTA: Manuela è una donna che ha voluto fortemente diventare un soldato, che si è battuta per farsi rispettare dai suoi uomini. Il perché una donna si infili in una situazione del genere e vada a combattere in Afghanistan c’è l’ho ben presente. Posso capire le sue motivazioni e il suo carico emotivo. È consapevole della sua scelta di vita. Ha accettato di affrontare i rischi che si corrono in un territorio pericoloso come quello afgano e si impegna anche durante il periodo di riabilitazione.
D: Come si è preparata fisicamente e tecnicamente?
R: Le riprese sono state effettuate in posti difficili e per di più al freddo, infatti abbiamo girato a gennaio. Per fortuna mi sono allenata tanto prima di cominciare. Ho fatto un corso di addestramento nella base militare della Cecchignola e per me è stato doppiamente difficile perché avevo partorito da solo quattro mesi, non ero al massimo delle forze. Abbiamo anche incontrato soldati in missione di pace che ci hanno supportato mostrandoci la loro quotidianità e abbiamo visto filmati reali di attentati che mi hanno molto scosso.
D: Come è stato interpretare una donna soldato?
R: Sono nata e cresciuta in una famiglia militare. Conosco bene questo tipo di realtà. Nel mio Paese, in Polonia, sia gli uomini sia le donne facevano i soldati quindi per me è assolutamente normale, è un lavoro come gli altri. Anche mia nonna era militare e quando uscivo da scuola andavo a trovarla in caserma. Oggi, non esistendo più la leva obbligatoria, quindi questo lavoro si fa per scelta.
D: Il suo personaggio supera le paure, come affronta le sue nella vita?
R: Cerco sempre di affrontarle di petto, con tanto coraggio e determinazione. In questo ci assomigliamo molto, come Manuela mi metto sempre alla prova.
D: Dopo gli attentati di Parigi, quale è il suo stato d’animo?
R: Sono rimasta scioccata. In questo momento è veramente difficile riuscire a parlare di qualsiasi altra cosa perché prevale la rabbia per quello che è successo. Quella contro il terrorismo va considerata una guerra, anche se è impari, perché ci si trova a combattere contro un fantasma.
D: Quanto è stato bello realizzare il sogno di Pietro e costruire una scuola in Nepal? Sono previsti nuovi progetti in suo nome?
R: Per adesso siamo concentrati sull’apertura della scuola che ci sarà a maggio. Un secondo progetto è già in atto ed è la ricostruzione della scuola a Ghemi che è crollata dopo il terremoto che ha devastato il Paese.
D: Che tipo di mamma è?
R: Sono una mamma soldato (ride), una madre giusta con i mie due bambini Sophie e Leone.
D: Teme che i suoi figli possano crescere con lo sguardo più rivolto ai telefonini, ai social e non verso il cielo?
R: Spero che la moda dei social finisca presto. Sophie, fortunatamente non frequenta Facebook ed entrambe non abbiamo nessun rapporto con questo mondo. Io non ho Facebook, non ho Twitter e non ho Instagram.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia un Commento

*