L'alfabeto dello stile

di Francesca Amé
Fino al 6 marzo 2016 la mostra Il nuovo vocabolario della moda italiana alla Triennale di Milano. Una passeggiata nei migliori atelier dei creativi del Belpaese.

aperturaIl made in Italy c’è, e si mette in bella mostra alla Triennale di Milano.
Cento abiti, borse, gioielli, scarpe, accessori vari e poi illustrazioni, fotografie, riviste, siti web: eccola, la moda italiana contemporanea che negli ultimi vent’anni ha calcato le passerelle internazionali. È una moda che parla la lingua molteplice dell’haute couture e del prêt-à-porter, che decifra le tendenze contemporanee dai post dei fashion-blogger e talvolta le anticipa grazie al prezioso lavoro dei cool-hunter.

CATWALK NEL MUSEO
Il nuovo vocabolario della moda italiana è una mostra, ma pare una passeggiata nei migliori atelier dei creativi italiani: promossa dalla Camera della Moda e da Pitti Immagine presenta, nell’allestimento di grande effetto firmato da Martino Berghinz, il meglio del made in Italy contemporaneo fino al 6 marzo 2016.

OMAGGIO A FIORUCCI
Paola Bertola e Vittorio Linfante hanno curato il tutto e dedicato il progetto a Elio Fiorucci perché quelli che vediamo in mostra alla Triennale sono un po’ tutti artisti figli suoi, cresciuti tra le sue creazioni pop e colorate del grande stilista recentemente scomparso. La prova? Basta muoversi nelle otto sezioni indicate da specifiche parole che, secondo i curatori, compongono il vocabolario della moda di oggi: archetipo, costruzione, dettaglio, laboratorio, materia, ornamento, superficie, uniforme. In ciascuna di queste, si coglie il guizzo leggero di Fiorucci.

UN DNA COMUNE
Incontrando i lavori di tanti che, da Fausto Puglisi a Giuseppe Di Morabito, rappresentano il nuovo corso dell’ Italian style, si notano altri aspetti comuni: la cura dei materiali, lo studio del design, l’attenzione all’innovazione, la ricerca di laboratori artigianali locali. Il confronto con i giganti, diventati grandi negli anni Novanta (da Armani a Prada) si avverte, ma senza troppe ansie: quella in mostra è una generazione che ha trovato la sua strada e che, anche grazie e ai nuovi media, cerca empatia, confronto e inspirazione dal pubblico.

1998: DATA SIMBOLO
Non è un caso se questa mostra sul made in Italy contemporaneo comincia con il 1998: è allora che ha inizio l’era digitale, Google diventa il motore di ricerca più diffuso, i cellulari diventano ‘smart’. La moda italiana da allora cavalca l’onda del digitale senza dimenticare il suo glorioso passato, la tradizione sartoriale, i maestri del design e dello stile.
La dimensione della moda italiana? «Un ritorno al futuro», dicono i curatori.

Nella gallery, il meglio dei pezzi in mostra alla Triennale di Milano.

 

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